Auguri e fine del mondo

Signore e signori, anche quest’anno lo faccio: l’augurio di Natale.
Che vi devo dire?
Lo so, lo so, l’augurismo vacuo, il regalismo, lo stress, il consumismo, il parentismo, il pandorismo, lo so.
Stanno stretti anche a me.
Ma poi.

Sono stata una bambina felice con tanti Natali felici e le lucette me lo ricordano.
Questa cosa di augurare cose buone alla gente e fare regali mi piace.

Mi assolgo pensando che, in fondo, chi ci crede festeggia la nascita di un bambino piuttosto coraggioso.
Poi mi attacco a vecchi riti pagani, solstizi d’inverni e feste della luce. E al fatto che le stagioni ritornano e i riti servono e… tutte cose che dico e scrivo ogni anno, lo sapete.

Quest’anno, però, c’è una novità:  pare che poi finisca il mondo.
Perciò è ancora più inutile del solito lamentarsi del Natale e del Capodanno secondo me.
C’è da preparasi alla fine del mondo.

Io sto facendo delle liste sulle cose da fare prima della fine: per ora riesco a scrivere solo cose cretine.
Non so voi, ma io la lista “dieci cose da fare prima della fine del mondo”… ci devo pensare un attimo, ecco.
E poi  fa venire così da piangere a pensare a tutte le cose che ami che quasi quasi non la scrivo e mi rassegno a vivere e basta.
A dirla tutta spero che questo vecchio mondo se la cavi e pure noialtri esseri umani, anche se siamo così, non proprio meravigliosi… ecco… “dei tipi”, diciamo.

In fin dei conti mi fa piacere ingrassare le file degli speranzosi.
La speranza non va sottovalutata, ve lo dice una pessimista.
Io, per quest’anno, rivaluto la buona vecchia speranza.
La rispolvero e la indosso: se mi dicono che è roba vecchia, dirò che è vintage e quelli staranno zitti: la roba vintage va forte ultimamente.

Perciò indosso la speranza-vintage di mia nonna e faccio il tifo per noi.
Per la parte migliore di noi.
E’ stucchevole, lo so, ma sono quella a cui piacciono le lucette di Natale, non potete pretendere di più da me.

Vi faccio le mie scuse.
E i miei auguri.
E un regalo: la tradizionale poesia-regalo.
La trovate qua. E’ lunga lunga. Parla della fine del mondo (è tratta dal libro Poesie antirughe).
Ma se ce la fate a leggerla tutta, poi, alla fine, c’è la sorpresa.

Vi auguro cose buone.

Ciao.
Alessandra


e altre cianfrusaglie

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