8 marzo e la mia faccia sul cuscino

Questo post dell’8 marzo lo voglio fare come le borse (e le vite) delle donne: pieno di roba diversa. Perciò ci metto: una riflessione (un po’ acida), una poesia e un link.

Riflessione un po’ acida:

sapete che vi dico? io me ne sbatto degli auguri, questa non è una festa, è una ricorrenza (8 marzo 1908), il che fa una bella e grande differenza.
ciò non significa che se uno mi fa gli auguri o mi regala una mimosa io lo sputo, anzi lo ringrazio.
però l’8 marzo è un po’ come il giorno della memoria: nessuna persona sana di mente il 27 gennaio fa gli auguri agli ebrei.
Poi lo so che è un po’ diverso, però è anche un po’ uguale. Cioè, quello che vorrei dire è che secondo me l’8 marzo dovrebbe essere un po’ più simile al giorno della memoria che a San Valentino, cioè non un giorno triste, ma… un giorno con più pensieri e meno baci perugina a forma di mimosa.

Poesia:

dedicata alla stanza tutta per sè delle donne, una cosa importantissima, visto che il nostro tempo-lavoro supera sempre quello degli uomini, qualunque sia la nostra condizione… la trovate qui

Un link:

c’era qualche giorno fa una donna chiamata Alessandra che scopre il blog di un’altra chiamata Alessandra e viceversa.

La prima Alessandra (che non sono io e che chiameremo Tinozzi) scopre questo blog, la seconda (che sono io e che chiameremo Signora dei calzini) scopre Sul cuscino.

Entrambe siamo contente e ci diciamo: hei che bel blog che hai, che belle idee.
Poi mangiamo un pranzo insieme e poi decidiamo di fare una cosa insieme.
Io vado nello studio di Tinozzi e le porto dei calzini, lei mi fotografa, su mio cuscino di calzini. D’altra parte è questo che lei si è inventata, fare ritratti sul cuscino.

Questa è una donna che ti chiede gentilmente di metterti spalle a terra e di lasciarti fotografare.
La sensazione che qualcuno che ti conosce appena ti guardi negli occhi con un’obiettivo è una cosa strana.
Ti viene un po’ paura che ti voglia rubare l’anima.
Però non è successo.

E’ successo che Alessandra ha tirato fuori da me un ritratto: il suo ritratto di me mentre mi fidavo di lei.

In questa mia fotografia sul cuscino perciò ci vedo:

– relazione
– creatività
– fiducia
– anima

il resto è la mia faccia, quella di una che tenta di diventare una donna.


e altre cianfrusaglie

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