L’annosa questione della scarpa estiva

Come molte persone amo le scarpe.
Anche le scarpe con i tacchi.
D’inverno la mia flottiglia di scarpe anche con i tacchi mi soddisfa.
Affronto piogge, nevi, quotidianità lavorative, esigenze di sentirmi bella, comodità, corse, freddi con la scarpa adatta.
Vado a lavorare?
Ho la scarpa!
Esco con un tizio carino?
Ho la scarpa!
Devo correre e sgambettare?
Ho la scarpa!
Il problema mi nasce d’estate.
Ho sbagliato uno per uno tutti gli acquisti estivi, anno dopo anno, e continuo, inesorabilmente a fare errori.
Non c’è una scarpa una che io abbia acquistato per l’estate che non mi generi qualche genere di dolore, anche quelle da trekking la cui bruttezza ho dovuto ingurgitare per essere donna comoda che raggiunge la spiaggia più solitaria, lo giuro.
Mi spuntano vesciche, caldi, sudori, mali, scivolamenti, bruttezze.
Ho sbagliato le basse, le alte, i sandali, le décolleté, le infradito, le mezze tacco, le economiche, le costose e pure le anatomiche di ogni genere e tipo.
Le ho sbagliate a catena, passando da una all’altra fiduciosa nel cambiamento, fiduciosa nel processo di apprendimento per prove e errori per rimediare il male di quella precedente – come si fa con gli uomini, ma con esiti addirittura (addirittura) peggiori.
Ogni anno ci riprovo, cambio modello, acquisisco un nuovo tipo, assecondo o prendo di petto la moda, ci spero, mi illudo, rischio, sgambetto, vengo sconfitta.
Vorrei trovare un qualche senso in questa storia.
Una morale, un risvolto esistenziale, uno spunto poetico, un punto di vista narrativo – che ormai, lo avete capito, è la mia strategia per sopravvivere alle angherie della vita, alle mie inadeguatezze di essere umano e alla nostra umana mortalità – avendo rinunciato alla soluzione pratica, in questa faccenda del mio piede martoriato e della bruttezza che accompagna i miei passi.
Ma nulla.
L’unica che mi viene è questa: ci sono certe cose, nella vita, che no.
Dovresti potercela fare, dovesti riuscirci, ci provi.
Ma no.
Quello è il tuo margine di sconfitta.
Esiste.
Ne prendo atto.
Dico ‘fanculo.
Vado avanti (con le vesciche).
Ma non senza aggiungere che sono nata a gennaio, sono una donna da inverno, i miei piedi sono inadatti all’estate, lo accetto, ma lasciatevelo dire: le vostre scarpe estive non mi soddisfano e voialtri, moltissimi, fate delle scarpe di merda.


micronarrazioni

Un commento su “L’annosa questione della scarpa estiva

  1. Forse è perchè d’estate dobbiamo toglierci i calzini? 🙂 o sono proprio le scarpe a prescindere?

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