Nel boschetto della nostra poesia

Piccolo (e non esaustivo) bestiario delle forme di vita che popolano il piccolo e fitto boschetto degli appassionati/conoscitori di poesia:
– i sistematici: sanno tutto ciò che viene pubblicato, da chi, cosa è in preparazione e quali sono i posizionamenti del mondo editoriale. Collezionano, registrano, leggono tutto, sono geneticamente tassonomici;
– i muscolari: essi prendono innanzitutto posizione, con forza; la poesia è questo o non è questo; tizio è un genio, tizio fa cagare; odiano e amano senza grandi scale cromatiche intermedie, al massimo saltano dall’altra parte della barricata;
– gli esperienziali: la poesia è un mezzo, un viaggio; brucano di qua e di là, si specchiano e si indagano con la poesia; amano ciò che amano, che sia antico o contemporaneo, sono emotivamente postmoderni; 
– i solipsisti: amano la poesia più delle persone; detestano le occasioni pubbliche di condivisione della poesia; la poesia è un rifugio del quale fruire possibilmente in pochi, meglio se soli o poco accompagnati;
– gli alicinelpaesedellemeraviglie: amano taaaaaantissimo la poesia, l’arte, la beeeelleeeezza; alcuni li vorresti solo abbracciare, sono esseri speciali, altri ti domandi se ci sono o ci fanno: alcuni ci sono, alcuni ci fanno, ma questo vale anche per tutte le altre categorie;
– eccetera 
Tutte queste bestie, spesso, amano per davvero la poesia. Parlano lingue diverse, di frequente non si capiscono gli uni con gli altri. Alcuni sono di sesso femminile, altri di sesso maschile. Scrivono poesie, alcuni no. Hanno vite variegate, nevrosi, accenti, come tutti gli altri cercano un senso, un io sono, ipotizzano un sarò.


e altre cianfrusaglie, micronarrazioni

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