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Alessandra Racca o la Signora dei calzini

Una fotografia di Federica Jourdan

Alessandra Racca nasce il 14 gennaio 1979 e finisce in pieno negli anni ottanta, a guardare cartoni animati e a crescere un po’. Poco.

Negli anni novanta studia greco. Col nuovo millennio si dimentica del tutto il greco, decide di studiare teatro al DAMS e anche di farlo, il teatro, proprio quello sul palcoscenico.

Prima e dopo Alessandra ha continuato a scrivere: teatro, racconti, filastrocche e testi per l’infanzia, sceneggiatura, poesia.

È alla fine del 2007 che Alessandra incontra la Signora dei calzini. Lì – in un qualche modo che ancora non è comprensibile ai più – la sua vita cambia.

Ora come ora, avendo speso un patrimonio in carta, Alessandra – che ormai si è convinta del tutto di essere la Signora dei calzini –  ha aperto un blog (www.signoradeicalzini.it).

Autrice del libro “Nostra signora dei calzini” (2008, Ed.Seed), incredibilmente, oltre a scrivere, è anche capace di leggere. Ha preso a farlo in pubblico con i reading poetici Nostra Signora dei Calzini e Eroticismi e, insieme alla cantautrice Chiara Raggi, con il reading-concerto “Non mi rompere. Parole e musica per donne di coccio”.

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Estratto da un dialogo segreto fra ALESSANDRA RACCA e LA SIGNORA DEI CALZINI

Alessandra Racca: Io i curricula li odio, di tutto ciò che dovresti dire su di te, ti viene richiesta solo la parte più noiosa.

Nostra signora dei calzini: Direi che perciò si potrebbe evitare la faccenda. Io scrivo poesie, tanto basti.

Alessandra Racca: Io volevo dire che amo scrivere liste di cose che mi piacciono.

Nostra signora dei calzini: Io amo comporre epitaffi in mia memoria.

Alessandra Racca: E’ una cosa truce

Nostra signora dei calzini: E’ una cosa truce ma la morte è una faccenda tipo la poesia: devi cercare di dire tutto prima della fine

Alessandra Racca: In cima alla top ten delle battute che mi fanno più ridere ci sono quelle sulla morte.

Nostra signora dei calzini: Al secondo posto della mia ci sono quelle su Dio, specialmente se senza D.

Alessandra Racca: Vorrei creare ora una lista breve di cose che amo. Il colore verde, i vestiti a fiori, avere qualcuno da aspettare su una panchina sotto il sole

Nostra signora dei calzini: L’epitaffio ve lo risparmio. Le poesie non ve le risparmiate. Se fossi in voi le leggerei. Non scherzo.

Alessandra Racca:Per 29 giorni al mese le ritengo belle poesie. Degli altri uno o due preferisco non parlare.

Nostra signora dei calzini: È piuttosto fondamentale avere qualche segreto.

Alessandra Racca:I curricula sono pieni di segreti.

Nostra signora dei calzini: E pieni di date.

Alessandra Racca: La mia data di nascita è questa: 14 gennaio 1979. I curricula si iniziano così.

Nostra signora dei calzini: In effetti inizia tutto da lì.

Alessandra Racca: Dell’inizio non ho grandi ricordi, faceva freddo e non ho avuto voce in capitolo sulla faccenda. Tu neppure.

Nostra signora dei calzini: In effetti è un peccato.

Alessandra Racca:Non sono sicura mi abbiano messo un vestito a fiori. Se ne avessi avuto la possibilità lo avrei lasciato detto.

Nostra signora dei calzini:Un testamento da nascita. Da questo momento inizierò a scriverne parecchi.

Alessandra Racca: E io mi metterò a scrivere poesie.