Armadillo nOnsense…

Un armadillo viene candidato alle nomination dai partecipanti di un reality ed appare misteriosamente in trasmissione scombussolando le regole del gioco, causando un incidente diplomatico internazionale e un bombardamento umanitario.

L’incredibile resoconto di uno degli ultimi partecipanti sopravvissuti grazie alle trincee di pasta asciutta sponsorizzata. Indispensabile lettura per chi vuole seguire le disavventure di una variegata fauna televisiva e la triste sorte di un gruppo di formiche rosso tinte e veramente incazzate.

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Però alla fine abbiamo nominato l’armadillo.

Non so come sia successo, o meglio sì, seppure confusamente.

Ce ne stavamo sguaiati sul divano: chi dando voce ad alcuni urletti che giacevano inespressi dentro gole e laringi, chi smaltandosi lo spazio fra le dita, chi soffocando un rigurgito d’amore con un cuscino stile etnico – indiano, cingalese o nepalese tanto per dirne una -.

Insomma ci si alza a turno per un Confessionale rosso fuoco, tentando, nel recarvisi, di correre sulle punte e accentuare lo spostamento del corpo dall’asse, definire una buona oscillazione d’audience, scrollarsi – nel senso etnologico del termine -.

Così, scrollon scrollone, credevamo davvero di dichiarare i nostri nomi premeditati – (INIZIO DI UN LUNGO INCISO:) premetto che qua e là alcuni premeditavano anche strategie amorose, recuperate prima della partenza da un libro di ornitologia futura, cosa che può aver distratto, fornito il soggetto e poi il pretesto per l’accadimento (FINE DELL‘INCISO) – ma invece dei suddetti nomi, ci uscirono frasi inaccettabili, nomignoli sconclusionati e poi il Suo: ognuno di noi nominò l’Armadillo.

Cosicché, alla quinta nomination, la Grande Bordella (la conduttrice del Grande Bordello, ndr) dovette prendere atto del fatto che, sul monitor, era comparso il volto sorridente del sorridente Armadillo.

A seguire, aggiuntesi poi la sesta e la settima nomination, fu chiaro che l’Armadillo sarebbe stato uno dei candidati all’eliminazione. E, a quel punto, avendo preso vita sul monitor riassuntivo – che una recente riforma aveva preposto di chiamare ARITMETICO ( dunque MONITOR ARITMETICO e, d’ora in poi, M.A.) e di introdurne l’uso come credito formativo facoltativo nel portfolio individuale di ogni alunno della scuola elementare, di modo che tutti i bambini nazionali potessero imparare a contare su di esso, così come in tempi non sospetti si faceva con l’abaco e il pallottoliere – e quindi, dicevo, essendo apparso l’Armadillo sul M.A. e, di conseguenza, su ogni televisore acceso nelle case degli italiani, si palesò la necessità di provvedere alla sua esistenza e così fu.

Fu cioè che, recandosi uno dei concorrenti al gioco a sgranocchiare pane e noci di cocco drogate nella zona cucina, si ritrovò a parlare di jeans a vita bassa / jeans a vita alta con l’Armadillo in persona, il quale superò in questo modo l’inesistente barriera del primo concorrente e prese a gigionare sguaiato. Tutti noi evitavamo di mostrare segni di stupore che sarebbero potuti parere ineducati ai più.

Vivemmo così la settimana con l’Armadillo nominato, il quale si mostrò degno compagno di gazzarra e buon bevitore di gazzosa sponsorizzata, fino al settimo giorno, quando, sollevato dall’eliminazione e aggiudicatosi il diritto di una sorpresa, scelse la visione di un film: figuratevi la gioia!

Parevamo tutti incontenibili e desiderosi di, attraverso questa visione, offrire agli intellettuali la possibilità di fruire per almeno un’ora e mezza di un esempio di metatelevisione: ci saremmo disposti a guardare la tivù per metà su un divano e per metà su di un altro.

Ci sistemammo perciò in tal modo, quando l’Armadillo dichiarò il titolo del film che voleva vedere. Ma, quando il Grande Bordello udì “Bellissima” di Luchino Visconti, disse che proprio non se ne parlava del bianco e nero: si trattava di colori non in tono con l’arredamento.

Fu allora che, per protesta, l’Armadillo prese a raccontare la scena in cui la protagonista, Maria Cecconi, si rifiuta di dare la propria bambina in pasto (l’Armadillo disse proprio così – in pasto –) agli uomini del cinema.

Vorrei aggiungere che era già mezzanotte ed è risaputo che a quell’ora i bambini non possono comparire in trasmissione per non dare il cattivo esempio, e quindi la figlia di questa Cecconi avrebbe comunque dovuto uscire dal film – il che dimostra l’assurdità delle pretese dell’Armadillo e la sua scorrettezza.

Dunque il Grande Bordello, quale Censore per i bambini nazionali e Difensore del tempo televisivo nazionale, si è deciso per l’eliminazione. Davanti ai nostri occhi esterrefatti, l’Armadillo ha dovuto far su il suo collare di diamanti e le sue babbucce con le iniziali del Grande Bordello e, di malavoglia, espungersi dalla nostra casa.

Il fatto non ci avrebbe arrecato grande dispiacere se , nella diretta di due giorni dopo (presenti in studio la mamma legittima e quella illegittima dell’Armadillo, oltre che una serie di formiche rosso/tinte e veramente incazzate, pronte a creare una serata di grande zuffa/spettacolo), il Presidente degli U.S.A.H. non avesse telefonato in diretta accusando l’Armadillo di avere nascosto nella casa – nella nostra casa Grande Bordella – armi di distruzione di massa.

Dopo un rapida ma violentissima zuffa/spettacolo andata a sostituire quella delle formiche rosso/tinte, il Presidente U.S.A.H. lanciò il suo ultimatum: o l’Armadillo scompariva , così come era comparso, o gli U.S.A.H. avrebbero dovuto inviare truppe umanitarie a bombardare di palloncini pieni di benzina la casa del Grande Bordello (per ogni palloncino sarebbe stato sottratto dal nostro Premio Finale la cifra di cento e cinquanta Euro, il che ci strappo il turpiloquio di bocca).

Subito intervenne il Presidente dello Sconsiglio che, per via telefonica, garanl’immediato ritiro dell’Armadillo dalla diretta televisiva, ma a quel punto tutti compresero: la Grande Bordella aveva preso a fissare terrorizzata il Monitor Additivo dove, ancora, fra le nostre facce di nominati, troneggiava, spenta ma visibile, la faccia dell’Armadillo sorridente.

Avete capito anche voi che, se l’Armadillo lì compariva, non avrebbe potuto scomparire dal video: troppi italiani avrebbero telefonato per segnalare l’irregolarità nel gioco, creando così una crisi di governo.

La soluzione era ormai sotto gli occhi di tutti: il Presidente U.S.A.H. era costretto a bombardarci. E così fece.

Per tutta la settimana abbiamo reagito costruendo trincee di pasta asciutta sponsorizzata, ma ora stiamo per soccombere. Periti noi, finalmente le nostre facce si spegneranno sul monitor e, a quel punto, anche quella dell’Armadillo non farà più audience e verrà eliminata. Qualora così non fosse, il Presidente U.S.A.H. sarà costretto a bombardare anche lo studio della diretta e con noi perirà la Grande Bordella e decine di innocenti formiche rosso/tinte.

Voci di corridoio dicono che l’Armadillo si sia già fatto sostituire da un sosia, ma a questo punto che importanza ha.

E tutto perché quella sera abbiamo nominato l’Armadillo e nessuno di noi sa ancora spiegarsi perché.

 

 


e altre cianfrusaglie

Un commento su “Armadillo nOnsense…

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