CORSI DI SCRITTURA CREATIVA

Corsi di scrittura creativa

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CORSO DI POESIA PER POETI MANNARI
La poesia è una bestia mitologica, multiforme.
Ha volti diversi e taluni, ammettiamolo, sono molto spaventosi: la troviamo appostata nei libri di scuola, deforme nelle versioni in prosa, appollaiata su troni accademici con allori in testa e pergamene in mano, ci guarda con piglio severo e dice: “Io sono la Poesia con la P maiuscola, che ne vuoi sapere tu?”.
Spesso ha la faccia isterica dei proclami: “la Poesia è morta”, “la Poesia non si vende”, “tutti la scrivono, nessuno la legge”. Oppure si confonde fra i mille visi della rete e della carta stampata: la troviamo citata, ripostata, in libri pubblicati e autopubblicati, nel mare infinito di internet, dei concorsi, dei premi grandi piccoli e medi, delle pubblicazioni prestigiosissime e a pagamento in cui spesso ci si perde.
E poi assume i mille volti di chi, più o meno segretamente, scrive poesia: dietro il viso della bella donna dai capelli mossi, quello del magrolino con gli occhiali, del brizzolato amante della musica, dietro il profilo della ragazza con le lentiggini, del ragazzo con il piercing sulla lingua, si cela spesso una persona che scrive poesie, in modo più o meno nascosto (“scrivo solo per me”, “scrivo poesia, ma…”), più o meno consapevole (“mah… scrivo delle cose, non so bene se sia poesia…”), più o meno accanito (“su internet puoi trovare tutta la mia raccolta poetica delle elementari alla maturità al post mortem in vita”) e svilito (“ho provato a farmi pubblicare ma è tutto un magna magna”).
Io la chiamo la sindrome del poeta mannaro: malgrado l’aspetto spaventoso che la Poesia può assumere, molti covano in sé una creatura, un Mr Hyde, una bestia scrivente. Ci sono poeti mannari timidi e vergognosi che reprimono la loro creatura e la confinano in diari senza farla uscire mai e poetimannari più feroci, sempre alla ricerca di vittime a cui decantare un verso.
In tutto questo bestiario, in tutto questo ululare, nascondersi o proclamare, questo corso vuole fornire degli strumenti mostruosi per avere a che fare con il proprio poeta mannaro interiore, con gli altri mostri e con il linguaggio dei mostri: la poesia.
Inizieremo a togliere la P maiuscola alla Poesia per avere a che fare con la poesia e le poesie: in quella “p” minuscola esploreremo un linguaggio, una forma di artigianato, un modo di “dire” il mondo, chi siamo, come lo vediamo, un piacere, un gioco con le parole e una pratica.
Si leggerà molta poesia, si ragionerà in modo informale su ciò di cui è “fatta” (la parola poesia ha a che fare con il verbo greco “poiein”, fare), si faranno esperimenti con il suo linguaggio, si giocherà a scrivere delle poesie e a leggerle a voce alta, tenendo conto della componente ritmica e musicale. Insomma, si darà sfogo al poeta mannaro che è in noi.

8 incontri da 2 ore

COME UNA MARGHERITA

Whorkshop di scrittura creativa per coltivare poesie

Allora non è facile fare una poesia?
non basta prendere un pezzo di carta
e una matita? non è come per la terra
fare un filo d’erba, una margherita?

Fare una margherita (scrivere) – Viviane Lamarque – Madre d’inverno.

Allora non è facile fare una poesia?
Ci domanda Vivian Lamarque e usa la parola “fare”. Fare una poesia. Forse proprio perché la parola arriva dal verbo greco poiein, “fare”.
Certo, fare una poesia non è facile e come “si fa” un poesia non è facile nemmeno dirlo. Però è interessante, secondo me, coltivare questo fare: ragionare e sperimentare il fare della poesia, delle poesie, osservare come la fa chi la fa e come la facciamo noi, che ci viene voglia, a volte, di prendere un foglio di carta, un computer, un cellulare e tic tic, andare a capo, buttare giù versi.
Ecco quindi il senso di questo workshop. Certamente non si tratta di un luogo e di un tempo dedicati a insegnare o a imparare come si scrive una poesia (come se ci fosse solo un modo, come se ci fosse la formula…), ma di un luogo e un tempo dedicati a: leggerne, smontarne, rimontarne e soprattutto giocare con le parole, con i significati, i versi e con il “fare” della poesia.
Quel fare che ci rende un po’ giardinieri e che ci fa fiorire la testa quando leggiamo e scriviamo versi.
Perciò faremo proprio questo: semineremo poesie, raccoglieremo riflessioni, innaffieremo parole e coltiveremo poesie.

Formula weekend intensivo: 9 ore

Formula incontri: 6 incontri da 2 ore

El-hombre-mas-altoDAGLI STATUS ALLA POESIA: SCRIVERE SHORT

Un corso sulle scritture brevi: il post, la poesia, il racconto

Esistono scritture molto diverse fra loro che condividono una vocazione o una necessità: essere brevi ed efficaci, condensare, ridurre, dire molto con poco.

Sono scritture che vengono da lontano e che arrivano ai giorni nostri, sbarcando on line con ciò che facciamo con sms, chat, status, tweet.

Un percorso di scrittura creativa pensato per “allenare” la nostra capacità di essere brevi ed efficaci con creatività.

6 incontri:

1 prendiamo le misure e poi zac: stringere, tagliare, togliere, l’arte del dire con poco
2 on line: post, tweet, sms
3 i Davide della scrittura: epigrammi, aforismi, haiku, greguerias e altri piccoletti ficcanti
4 dire di sé: autobiografia short
5 dire andando a capo: prove di poesia 
6 raccontare: il racconto brevissimo

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METTI LA VITA IN VERSI

Laboratorio di scrittura attorno ai linguaggi della poesia e alla scrittura autobiografica

Metti in versi la vita, trascrivi 
fedelmente, senza tacere 
particolare alcuno, l’evidenza dei vivi.
Giovanni Giudici

Non è tanto la questione di scrivere di sé, ma di partire da ciò che si conosce, dalla propria storia. E non è tanto l’idea di farne un libro, ma sarebbe bello che tutti, alla fine, avessero un insieme coerente di scritti, la storia di un percorso in forma di poesia: e quindi sì, una raccolta.
Il centro di questo percorso sarà la poesia, anzi, le poesie: quelle che scriveremo e quelle che leggeremo, smontandole e gustandole. Otto incontri in cui sperimentare il linguaggio della poesia, ognuno attingendo alla propria storia.
Il tema sarà “le età della vita”: chi siamo e chi siamo stati, dall’infanzia alla giovinezza, dalla maturità alla vecchiaia, dal passato al futuro, fino all’essere qui e ora.
Per ogni tappa seguiremo un percorso di letture condivise, scriveremo e leggeremo ciò che abbiamo scritto, ci faremo delle domande. Si faranno esercizi e giochi di scrittura ispirati a queste storie e al tema dell’autobiografia. Intanto parleremo di poesia, anzi, di poesie: da quella scritta a quella orale, e anche di tecnica. Ma lo sguardo e il linguaggio che useremo non saranno quelli del critico, piuttosto quelli dell’artigiano, di chi cerca di capire, di chi smonta, di chi gioca.
Alla fine, se ci piacerà (e sarebbe bello che vi piacesse), faremo un reading delle poesie scritte durante il corso. Lo monteremo insieme, con occhio drammaturgico, per raccontare le nostre storie e per goderci la musica della poesia e la bellezza di condividerla.
Le parole chiave sono: curiosità, passione, esperimento, profondità, leggerezza, linguaggio, gioco. Quali sono le vostre?

8 incontri + reading finale

 


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