Poenuove

Da qualche tempo, a partire dal progetto Inpoetica, sto vivendo alcune esperienze che mi portano ad ascoltare le storie degli altri e a riscriverne dei pezzetti in versi. Questo un testo che ho scritto per il Campus Omodeo, in Sardegna, a partire dal racconto di Sebastiano, un bimbo che mi ha raccontato di come fa il pane con la nonna e di quella volta che ha vinto a basket.

La trovate qui, accompagnata dalla stupenda illustrazione di Riccardo Atzeni.

Sebastiano mi racconta che fa il pane

Sebastiano impara
nel pane la radice
di tanto in tanto – mi dice
bisogna lavarsi con l’acqua le mani
poi corre e lancia forte il pallone

Ed è così che farà
per tracciarsi la via
aggrapparsi a qualcosa nel profondo
da qualcosa correre via

In portoghese

Sono molto felice perché alcune mie poesie sono state tradotte in portoghese e inserite nel numero 3 della rivista di poesia contemporanea NERVO.

Per ricevere Nervo: nervo.colectivodepoesia@gmail.com

Qui nell’immagine la bellissima copertina.
 

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Arcobaleni di denti

 

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La direzione delle parole

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Gli occhi

 

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Storia d’amore

Incontrarti in primavera
farsi estate
radici, foglie e rami
stagioni.

Rime per l’incedere

Per ogni metro o sponda
per ciò che mi circonda
per il dentro, per il fuori
per le notti ed i chiarori
per il passo che si arresta
il ristoro della festa
per il margine, la via
per un tratto di euforia
per la perdita e il riaversi
per il modo di smarrirsi
per l’abbraccio e la malinconia
l’orizzonte, la scia e l’orma
per lo scintillio dell’onda
per la meta ed il traguardo
la direzione dello sguardo
per il luogo dell’incontro
sulla curva invisibile del mondo.

Specie

Ci sono specie animali
più feroci di me
a questo mondo:
ammiro nelle città, negli uffici 
dentro le case
zanne, artigli muscoli lucenti e velocità
tattiche di caccia e di sopravvivenza
la legge del più forte
la catena alimentare.

Poi, ma solo talvolta:
fragili, esposte creature
posare sul mondo
esistenze così gentili
mostrarmi, in un piccolo 
spostamento, una resistenza
un battito di ciglia o d’ali
la forza altra
l’altra possibilità 
di essere umani.

Inizi

Ho iniziato a scrivere delle poesie che si intitolano, tutte insieme, così: Da dove iniziano le cose. 
Parlano di quando ti domandi, come fanno i bambini, da dove vengono le cose, di tutto, di un albero, del tuo letto, di una farfalla. Sono ragionamenti un po’ naïf, che mi diverte scrivere.
Questa è la prima.
La metto qui per iniziare l’anno. 
Buon inizio.

Le cose vive

Le cose vive iniziano spesso in luoghi di buio
sotto terra o fra le viscere
sono fragili e fortissime
non hanno coscienza di sé
hanno bisogno di tempo
e calore
l’amore non è sempre necessario
o forse, in qualche modo, sì.

Alcune ipotesi sulla poesia #5

Ipotesi dell’ispirazione

Per fare una poesia devi aspettare
l’Ispirazione.

E cosa fare mentre aspetti?
(Puoi per esempio mettere a posto tutta la stanza, aiutare la mamma, andare a correre fuori, metterti a lavorare, crescere, invecchiare, conoscere una ragazza di nome Clara, studiare molto, dire alcune bugie, prendere un treno che va lontano, piangere, ridere, metterti di nascosto le dita nel naso, cantare una canzone che ti è rimasta in testa…)

Oppure, semplicemente,
la scrivi.

Quando viene l’Ispirazione
gliela leggi.

Alcune ipotesi sulla poesia #4

Ipotesi della metropolitana

Per fare una poesia serve un tavolo, una finestra
(per guardare fuori con aria ispirata)
un foglio e una penna
e zitti:
molto silenzio.

(Oppure una metropolitana
di pensieri
affollata
sotterranea
veloce
che ci sali quando vuoi
e non è detto
che sei solo
anzi sicuramente
c’è molto vociare
come nella vita
in generale).

Alcune ipotesi sulla poesia #2 e #3

Ipotesi della noia

Per fare una poesia
si prende un bambino
un po’ di noia
dei pensieri
spazio tempo libertà
poi però non si sa
se la scriverà
subito domani da grande
oppure mai.

Questo è il bello
delle cose preziose:
che non sai.

Ipotesi del pomeriggio

Per fare una poesia prendi un pomeriggio intero,
lungo e largo, tutto sprecato e inutile
un po’ stropicciato
(in un angolino piccolo è molto facile
che ci trovi una poesia,
ma non è detto che ci sia
né che qualcuno la veda).

Alcune ipotesi sulla poesia #1

Ipotesi dell’aspettare

Per fare una poesia
non si sa la ricetta:
si aspetta.

Una poesia di Natale

È natale e qui non ci sono
fedi o bambini 
si sta così, adulti e vicini
a ridire certe forme d’amore

Da loro ho imparato 
il gioco e l’estro, 
tentare di fare
nuove le cose – e forse migliori

Siamo gente che si guarda addosso 
con benevolenza – e verso il mondo pure
mi hanno insegnato a non fare il rancore

Sarà ingenuità ma lo scelgo
è radice
e mi va bene

Da loro ho imparato 
a cercare il riso e la maniera
di fare la festa
che è poi soprattutto un modo 
di stare nel tempo:
guadare la morte
cercarsi l’amore
di stare vicino.

Internescionale

Volevo farlo da tempo e finalmente l’ho fatto: in questa pagina potete trovare alcune poesie tradotte in inglese e spagnolo che so non potrete trattenervi dal mandare ai vostri amici e parenti in tutto il globo terracqueo.

Grazie a chi ha lavorato a questi testi!

 

 

Se dal giorno dei morti

Se dal giorno dei morti
qualcuno mi venisse a cercare
non credo vorrei sapere nulla
del Mistero
ma solo stare, direi, come stavamo
per quanto si può 
vicini
senza ben capire.

Un attimo d’infanzia 
di luce, di corpo, di un fare qualunque, mattutino
tu che dici Guarda
qualcosa in cortile
stare lì appaiati e vivi
senza sapere di morire.

Ninna nanna rotonda

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Versi minchioni dedicati a chi non si arrende. Buon lunedì, combattenti della bella stagione!

Settembre e quei cieli
di latte condensato
il primo freddo nelle ossa
e la sensazione di dovere

Verranno i gialli e i rossi
e le luci intermittenti nelle strade

Per ora ti domandi
se una maglia o due
o se, decisamente, 
la giacca autunnale
ma su una cosa il dubbio non si pone:
non cedere, non oggi, alla ragionevolezza delle calze
non molleggiare nel tepore che imprigiona.

Così riconosci per strada i simili, i pari
intirizziti e fieri:
Libertà! Gridano le dita, smaltate rosse, sanguigne,
Rivoluzione!

Vale pure un po’ di freddo ai piedi
la difesa a oltranza
della bella stagione.

Il miglior amico di una ragazza è il suo borbottio

Da una frase di Dorothy Parker una poesia inedita ospitata da Interno Poesia, che ringrazio!

La trovate qui

Cose che succedono, per esempio, in una poesia

Attorno a queste

 

parole

 

si muovono silenzi.

Muri

Io odio il muro
che non si vede
l’idea di muro
prima del mattone
la ragione
della prigione.

Io amo i muri quando
dicono ai miei occhi
di indovinare
ciò che sta dentro
o al di là.
Nel limite la possibilità.

Voci

Tutte le cose del mondo
hanno silenzi e voce:
tutto dice
tutto tace.

A uno sconosciuto che indica qualcosa in aria il primo giorno di primavera

Potrebbe essere oggi il giorno
del quale tocchi un frammento
un minuscolo punto nel tempo
per indicare a te stesso
la tua posizione nel mondo dei vivi
lo stupore di esistere
l’arte di sapere e non sapere

Potrebbe essere oggi
che con un gesto
sfiori nell’aria
l’idea di essere vivo
qualunque cosa sia

Ma che bel castello

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Anche se non alzi gli occhi

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Waking up to Billie Holiday

Sarà che sto guardando serie in inglese a manetta, sarà che mi sveglio ascoltando Billie Holiday, sarà che per me, ho deciso, è primavera, ma oggi mi è venuto fuori questo robo qui. Ho giochicchiato con la lingua inglese. Chiedo scusa ai madrelingua, a chi conosce la metrica anglofona, a chi, l’inglese, lo sa, ma fare questi giochetti mi diverte. Un grazie a Alex Valente che ha corretto le mie bestialità.
E infine: più Billie Holiday per tutti!

Waking up to Billie Holiday

I want a white rose in my hair
I want your words in my ear
a blanket on the meadow
to look out of the window
a man that loves my back when I sleep
a hand that touches me so deep
an afternoon with nothing to do
I want to want you
to be in love with everyone and no-one
a silly dream, I know, but fun
I want my mind to have a spotless light
and something that flies and my own height
a prayer on a sunny day
a place where I love to stay
I want all my favorite things
I want an hour of Spring

Sull’inesistente opposizione fra poesia scritta e poesia orale

C’è un fuori
c’è un dentro.

Ovunque sento.

My favorite things: chiacchiere al bar con amici

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Un imbroglio

Non mi è chiaro
se m’imbroglio o mi sbroglio
mentre cerco di capire
perché voglio ciò che voglio.

Raccomandazioni per mia madre quando sono triste

Ma no ma no, mamma
che non mi do per vinta
ma no che non mi faccio del male
e no che non mi lascio andare

È questo essere
figli del mondo che fiacca che lotta
che talvolta risacca
è questo andare dei giorni
mica è sempre festa
mica è sempre ora

Ma tu mamma non ti devi preoccupare
hai nascosto doni dalla parte del cuore
hai detto vai sei libera hai detto gioia
mi hai fatta figlia del mondo, come te, e diversa
abbiamo piedi ossuti
muscoli
e camminiamo

Un piede storto
uno dritto
e sai come si dice, via andare