giovedì, 2 settembre 2010
…
Né sciolta,
né veramente libera:
vado a versi scalzi.
L'immagine è un frammento
da un collage di Federica Jourdan
giovedì, 2 settembre 2010
Né sciolta,
né veramente libera:
vado a versi scalzi.
L'immagine è un frammento
da un collage di Federica Jourdan
giovedì, 12 agosto 2010
Io non so
se c’è qualcuno lì,
fra voi che leggete,
qualcuno che il 17 agosto
possa trovarsi a Campocatino in Garfagnana…
Ma noi (io e Guido Catalano) ci saremo, con tanto di poesie, calzini e… barba!
La poesia la mettiamo noi, i funghi…
Beh, magari quelli li trovate voi!
p.s. La grafica di questa locandinae la superba organizzazione dell'evento sono diZuppagrafica.
mercoledì, 11 agosto 2010

martedì, 3 agosto 2010
Erano un gruppo
ma non di amici
e nemmeno di nemici.
Erano un gruppo di
non amici
e non nemici.
Erano comunque un gruppo:
credevano tutti,
nessuno escluso,
di essere dei falliti
di avere fatto solo
cose inutili
nella propria inutile vita.
Passavano molto tempo insieme,
riuscendo così
ad essersi sommamente inutili l’un l’altro.
E se lo dicevano, anche, l’uno con l’altro:
“Sono inutile”, diceva uno.
“In effetti…”, dicevano gli altri.
Oppure, semplicemente, annuivano.
Oppure, ma solo in certi momenti:
“Almeno sei meno inutile di me”.
Avevano preso
a fare delle classifiche di inutilità:
il più inutile fra loro
non vinceva nulla.
Erano inutili
e per nulla arrabbiati.
Poi, un pomeriggio
ebbero l’idea di armare il vento,
armare il vento con le pistole,
giusto per fare una cosa inutile,
ma diversa.
Rimasero piuttosto sorpresi
quando il vento
sparò.
Morirono tutti felici:
credevano di aver fatto l’ennesima
cosa inutile
invece erano riusciti
a farne una dannosa.
venerdì, 9 luglio 2010
giovedì, 1 luglio 2010
martedì, 29 giugno 2010
Ave o Maria
così bella, così piena di grazie
bambina sorella amica amante madre anziana donna dentro di me
leggera come il cielo
i piedi ben piantati a terra
mentre guadagni il tuo pane quotidiano
impara la tua forza
sia sorprendente ciò che sfugge alla tua volontà
mutevole come il cielo
solida come la terra
benedetti siano i tuoi amori
benedetta la tua libertà.
.
Dolce Maria
la paura è con te
cullala come un frutto del tuo seno.
Cedi a qualche tentazione
lascia andare i tuoi figli
rimetti agli uomini i loro debiti
e permetti che ti siano debitori.
.
Ave o Maria
tu che conosci il male
e il tempo che prepara alla morte
benedette siano le stagioni
benedetti i cicli della luna
benedetta l’acqua il piscio il sangue il latte il mestruo
benedette le nascite le morti le rinascite
benedetta la vita e le sue crudeltà
prego insieme a te
che mi sia madre il tempo
fra l’utero e la tomba
che mi sia leggera la risata e feconde le lacrime
e magari non troppo lontana la verità.
.
Ave o Maria
figlia come te anche io
benedici mio padre
io che son nata donna
fammi capace di diventarlo
e gioisci con me
di ogni felicità.
giovedì, 24 giugno 2010
martedì, 15 giugno 2010
martedì, 8 giugno 2010
lunedì, 7 giugno 2010
Giorno di
grandi delusioni
e piccole felicità.
.
Facevo il tifo per Golia
e invece è Davide
che mi salverà.
giovedì, 3 giugno 2010
venerdì, 28 maggio 2010
“Nicola, mi fa una frangia cortissima?”
“Neanche se mi paga”.
.
Come il mio parrucchiere
vorrei mi trattasse la vita:
forbici in mano
e idee chiare
su come farmi star bene
malgrado me.
mercoledì, 26 maggio 2010
Iniziare dalle caramelle
e ricordare loro
che erano solo
zucchero caramellato maròn*
prima di diventare
Morositas e Fruit Joy
e che non si credano di essere
solamente perchè ora gli fanno
la pubblicità.
.
Proseguire con gli alberi:
che non si dimentichino
che son solo semi ingrassati
con qualche anno di troppo
e qualche foglia in più.
.
E far torto anche allo specchio
che si ricordi che riflette
solo grazie alla mia mano e al mio straccio (e al Vetril)
che se continua a tirarsela così
lo ungo con l’olio di gomito
(e che comunque non ce lo siamo dimenticati
che se cade
porta sfiga).
.
Un piccolo sgarbo anche alle parole
che non sarebbero mai esistite
se non ce le fossimo inventate noi
.
e poi all’uovo,
che non si è nemmeno ancora capito se
è solo un inizio o una fine di gallina.
.
.
E’ un giorno che si sopravvive
solo facendo pulizia nella scala evolutiva:
un ridimensionamento generale
una piccola rivalsa
sul mondo, che oggi mi fa sentire così piccola
senza comperarmi nemmeno
le figu
o i bon bon.
.
P.s.
E se continua così
prima di andare a dormire
dico al bambino più vicino
che “cane” si dice “cane”
e non “bau”
e che l’adolescenza sarà terribile
e che in acqua con i braccioli
son capaci tutti
e le rotelle alla bici
un insulto alla sua dignità.

martedì, 18 maggio 2010
In questa poesia
In questa storia
sono una donna anziana
che ha capito finalmente
come vanno le cose:
.
siedo su una poltrona
e faccio a maglia
rido da sola
come fanno gli anziani
quando rinunciano a spiegarti
quello che non capirai
finchè non sarai vecchio
e te ne farai finalmente una risata
o forse una ragione
o forse niente, purtroppo,
chissà.
.
Ad ogni modo,
in questa poesia
in questa storia
sono una donna anziana
che ha capito finalmente
come sono andate le cose:
da anni faccio il mondo all’uncinetto
maglia dopo maglia inanello pensieri
a catenella
a maglia bassa o alta o doppia
aumento e riporto,
intreccio il mondo all’uncinetto,
mentre il mondo intreccia me.
.
In questa poesia
come in quella storia
sono una donna anziana
che ha capito finalmente
come vanno le cose, come sono andate e come,
alla fin fine,
andrà.
Sono anni
che faccio il mondo all’uncinetto
intreccio il mondo all’uncinetto
mentre il mondo intreccia me:
io,
piccola donna nata anziana
fatta sempre più giovane dal mondo,
a dieci anni fragile e rigida
tonta a venti
a trent’anni pesante, spaventata di perdere tutto,
una volta fatta donna
ho goduto finalmente l’adolescenza
gioco sfrenata la senilità
e neonata
leggera
morirò.
.
In questa poesia in questa storia
sono una donna anziana
che ha capito
come vanno le cose, come sono andate e come andrà,
intreccia il mondo all’uncinetto
come il mondo la intrecciò.
.
In questa poesia
in questa storia
sono una donna anziana
in un mondo di dritti e rovesci,
nata al rovescio
certa di morire dritta
e dritta così preferisco lasciarla
prima che la storia si rovesci
o le venga in mente
di spiegarmi
quello che non capisco
e che non capirò
finchè non sarò vecchia
e me ne farò finalmente una risata
o forse una ragione
o forse niente, purtroppo,
chissà.
giovedì, 13 maggio 2010

lunedì, 10 maggio 2010
Vorrei essere amata
con molte virgole
e pochi punti,
ma significativi,
possibilmente a capo:
che si soffra tanto ma poi si ricominci,
nuova riga
nuova vita
e non se ne parli più.
.
Numerosissimi, mio caro,
saranno i punti interrogativi,
dovranno piacerti
se io piaccio a te.
.
Per i punti esclamativi,
parliamone:
mai senza, ma mai troppi,
mi piacerebbe evitare effetti da diario adolescenziale.
Sappi comunque che
se sarai capace di inserire al posto giusto
tre puntini di sospensione
mi vedrai guardarti con occhi esclamativi.
.
Per favore, poi,
che sia un amore senza virgolette,
non sopporto i “per così dire”.
.
Gli accenti li vorrei.
E tutto sommato anche le parentesi,
purché rare
e, soprattutto, funzionali
.
I punti e virgola li trovo ambigui
un po’ retorici, noiosi e troppo mediatori:
né punti, né virgole.
Ma se tu li saprai ritmare al punto giusto
potrei ritrattare.
.
Vorrei essere amata con tante maiuscole
AMATISSIMA,
se non ti dispiace,
ma amata anche
in ogni minuscola
in ogni nota a piè pagina
in ogni asterisco
in ogni apice e pendice e lettera minore.
.
Pochi numeri, per favore.
Trattini a piacere.
.
E poi ecco la cosa più importante
al di là di ogni riga
frase
inciso
e di tutte le parole:
.
sarebbe meraviglioso
se tu riuscissi
ad amarmi
dentro ogni erore.
venerdì, 7 maggio 2010
giovedì, 6 maggio 2010
martedì, 4 maggio 2010
MARATONA DEL GRANDE FRESCO leggi tutto »
giovedì, 15 aprile 2010
mercoledì, 7 aprile 2010
giovedì, 1 aprile 2010
Il tempo mi mangia i calzini
mi rosicchia i piedi
famelico
vorace
costante.
Non si fermerà lì.
.
So che non gli importa
di ingrassare:
può mangiarsi tutto il mondo,
se vuole,
il porco,
così tento di fargli paura.
.
Se continui così,
gli dico
ti andrò di traverso
e ti ucciderò.
.
Veramente, tesoro,
la natura delle cose
è che io uccida te.
Dice il tempo.
.
Ci piace il dialogo crudele, a noi due.
.
La bulimia è una malattia,
dico.
Ci piace anche essere scorretti, a noi due.
.
Senti baby,
sorride il tempo,
sono sopravvissuto a pesti, dissenterie, ebola, cancri, polmoniti, morti bianche, virus esotici,
guerre, epidemie, lager nazisti e comunisti, fratricidi, crocifissioni, omicidi
sono sopravvissuto a cose
che voi
ci siete crepati
senza nemmeno sapergli dare un nome,
a certe cose.
Pensi che, a me, la bulimia
mi tocchi, baby?
.
Lo adoro
quando mi terrorizza chiamandomi baby.
Ed è quel tipo d’uomo
che ha sempre schifosamente
ragione
mentre continua a rosicchiarmi i piedi.
.
La verità è che presto,
avrò dei moncherini
se continua così.
.
Così mi metto a pensare a modi alternativi:
camminerò sulle ginocchia,
penso,
sulle mani,
mi inventerò protesi
farò appello a tutta la mia fantasia
e se non basta, anche a quella altrui,
mi farò portare in braccio
e quando non potrò più camminare
qualcos’altro mi inventerò.
Lo dicevano anche Battisti-Mogol:
“qualche cosa farò, qualche cosa farò”
Io
qualche cosa farò
Parlerò
Amerò
Riderò
Mi incazzerò
Cucinerò
Scriverò
Sarò
.
E così
farò passare il tempo.
.
Mi piace, baby,
quando sei ottimista,
dice Lui
.
Lo mando a fare in culo.
Ma con simpatia:
il suo è un lavoro sporco
e qualcuno deve pur…
.
Ma qualcuno deve pur farlo?
Gli dico
.
Sì, baby.
Risponde.
E a me piace pure.
.
E allora lo lascio al suo amato, sporco, lavoro,
decido di godermi la primavera,
vado a fare un giro al mercato
vado a sollazzarmi al sole.
.
Vado a perdere un po’ di tempo
che poi, tanto, Lui
sa sempre come tornare qui,
da me.
lunedì, 29 marzo 2010
Stammi vicino
gli dissi
.
Stammi vicino
ma stammi lontano
gli dissi
.
Non starmi neanche lontanamente lontano
quando mi sei vicino,
ma non starmi
troppo vicino quando sei vicino,
gli dissi:
stammi vicino, ma da lontano
.
Anzi, stammi lontano, ma vicino:
vicino e mai lontano,
ma mai troppo vicino da farmi venire voglia
di starti lontano
.
Mezzo vicino e mezzo lontano,
gli dissi,
se ti è più chiaro,
ma per favore niente mezze misure:
la mezza misura in amore, no,
la mezza misura, in amore
è squallida, lo sai.
.
Mezzo vicino e mezzo lontano
gli dissi
ovvero vicino e lontano insieme,
capisci?
Tranne quando ti voglio vicino vicino,
è ovvio,
e comunque, anche quando sei lontano,
- che occorre, a volte, che tu sia lontano -
stammi abbastanza vicino
da non essere troppo lontano,
che troppo lontano, in amore
è spaventoso, lo sai.
Però troppo vicino, no,
che troppo vicino, in amore
è soffocante, lo sai.
.
Stammi vicino e stammi lontano,
insomma,
stammi,
gli dissi,
stammi come piace a me.
.
Avevo fatto un discorso così
articolato e chiaro
che non capii proprio la tua decisione:
.
Stammi bene, mi disse
e se ne andò.
.
Non saprei dire se vicino o lontano:
credo che, fra l’uno e l’altro,
abbia preferito, piuttosto,
sparire.
giovedì, 25 marzo 2010
ore 21,30
Via Mantova 34, Torino

domenica, 21 marzo 2010
.
Il mio viso di poltiglia
La mia pelle di ciniglia
L’occhio a biglia.
La mia faccia diventata paccottiglia.
.
Memo:
Non sorridere mai più a un obiettivo.
lunedì, 15 marzo 2010
.
Alla fine,
se ci pensi,
è come pisciare:
all’inizio
solo un presagio, un rivolo
un piccolo smuoversi interiore
poi
arriva il pensiero fisso
il bisogno
il “qui e ora, o mai più!”
e alla fine
arrivi a quel punto
quello che è impossibile non evacuare.
.
Così
mi viene da scrivere una poesia
ed è come pisciare:
se non la faccio
subito
finisce che me la faccio
addosso.
sabato, 13 marzo 2010