giovedì, 4 marzo 2010

“Non mi rompere, parole e musica per donne di coccio” in tour

Signore e signori,

in occasione della festa della donna, ma anche della primavera imminente, ma anche perchè ci andava e anche “perchè no?“,

io sottoscritta, Signora dei Calzini, (all’anagrafe Alessandra Racca) e Chiara Raggi, cantautoressa, saremo, nei prossimi giorni di Marzo, in giringiro per un po’ di regioni.

Ci piacerebbe invitare tutti voi: invitarvi a venire, ma anche a spargere la voce fra i vostri amici, parenti e conoscenti sparsi nella penisola affinchè accorrano numerosi a vedere…


NON MI ROMPERE,

parolemusica per donne di coccio

1 cantautrice e 1 poetessaalcuni oggetti di vetro, poesia, musicaeironia(q.b.), qualche liquido, qualche dialogo, parole, donne

e un pizzico di trash

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Ecco tutte le date e i luoghi:

.

Venerdì 5 marzo ore 21,30

Centro Polivalente “BRIC PALUC”

Strada Pino n° 1 ang. via Superga – Baldissero Torinese

Ingresso 10,00 Euro

*

Domenica 07 Marzo ore 22,00

CANTINA MEDITERRANEO

Via Armando Fabi, 341 – Zona Industriale Aereoporto – Frosinone

Ingresso gratuito con tessera Arci

*

Lunedì 08 Marzo ore 21,30

IN QUEL POSTO

Via Vilnius, LADISPOLI

(Prima: alle ore 18,30 LULU, RUUD E LE ALTRE, reading di Emanuela Cocco con Cristina Aubry; dalle 20,00 alle 21,00 cena)

Costi: Cena+spettacolo oppure 2 bevande+spettacolo 15,00 euro

*

Martedì 09 Marzo ore 22,00

FANFULLA 101

Via Fanfulla da Lodi 101 – Roma

Ingresso gratuito con tessera Arci

*

Mercoledì 10 Marzo ore 21,30

LOGGIA DE’ BANCHI

Via Mazzolani 32, La Spezia

Ingresso gratuito

*

Domenica 28 Marzo ore 21,00

CAFFE’ BASAGLIA

Via Mantova 34, TORINO

Ingresso gratuito con tessera Arci

*

Ci trovate poi anche:

Domenica 14 Marzo ore 22,00

fra gli ospiti del Grande Fresco,

il varietà musicale di Federico Sirianni, Guido Catalano, Matteo Negrin

al CAFFE’ BASAGLIA

in Via Mantova 34, TORINO

Ingresso gratuito con tessera Arci

*

Due giovani donne, Alessandra Racca, poetessa e performer e Chiara Raggi, cantautrice, insieme in un reading-concerto inedito: un mix di musica d’autore, poesia e una spruzzata di spettacolo.

Il fil rouge che conduce il gioco, è il vetro, protagonista di ogni quadro, visto in ogni sua forma e da ogni angolazione. Attraverso il vetro, Alessandra a Chiara guardano la realtà cercando di affondare i pensieri negli abissi più profondi dei sentimenti, toccando punti estremi: la rottura e la fragilità, senza mai dimenticare la leggerezza.

Un manuale vivente di sessanta minuti su come “rompere” e “farsi rompere”.

Una serata molto femmina: decisamente poetica, piuttosto sognante, sottilmente ironica, vagamente trash…

Scritto alle 14:02 del 04/03/10 | Categoria: la Signora dei Calzini va in giro | Commenta »

mercoledì, 24 febbraio 2010

Tuttifrutti (o quasi)

la-mela-enzo-mari

La mela è così mela,

così

mamma

mucca

pappa

che la possono capire anche i bambini

con poco sforzo

e una buona alimentazione.

*

***

*

C’era un tempo in cui non esisteva la banana

in questa parte di mondo qui:

un mondo senza banana è un po’ meno giallo

un po’ meno pronto da mangiare

un po’ meno “dal supermercato alla tua tavola”

un po’ meno coloniale

o globale

.

Niente di così allettante

comunque

da voler tornare indietro

e provare

come si stava.

.

Anche senza banane

non mancavano i guai.

A ogni epoca i suoi

(frutti)

*

***

*

La ciliegia

Ma vi rendete conto?

La ciliegia!

È così…

Incredibilmente così…

Stupefacentemente così…

Che prima di aver trovato la parola, vi tocca già di sputare il nocciolo.

*

***

*

Il Mirtilo

mi fa sentire al centro del mondo:

Io mi rtillo

Tu mi irtilli

Egli mi irtiilla

Noi (irregolarmente) mirtilliamo

Voi mi irtillate

Essi, inevitabilmente, mi irtillano.

.

Mi mirtillo

in un mondo tutto concentrato su di me:

minuscolo

e decisamente

nero.

*

***

*

“Il caco,”

egli disse,

“Ammettiamolo: ce l’ha.

Ce l’ha

quella somiglianza con la cacca

che il suo nome suggerisce.

Per consistenza

e per colore

e per quella sue essenza

spiaccichevole,

così equiparabile alla merda!”

.

Disse così.

.

Era un uomo molto onesto

di quelli che amano la verità

ma purtroppo viveva in un mondo ipocrita

e per quel suo proclama

venne espulso dal reality show

al quale partecipava.

.

A sua discolpa bisogna dire che

quando lo invitarono da Vespa

rifiutò.

*

***

*

Il melograno,

signori,

è cosa da ricchi.

.

A meno che un povero

non ne possieda un albero in giardino.

Non è vietato, dicono.

*

***

*

La pera è un utero.

Ma credo molto più buona.

A meno che accertamenti possibili

solo

con atti di cannibalismo

verifichino la falsità di questa affermazione.

Che è di pessimo gusto, lo so

*

***

*

L’arancia è un frutto

che tende alla socializzazione

al gruppo.

Un’entità unica

ma fatta di spicchi:

ciascuno un intero,

ciascuno parte di un tutto.

L’arancia è un frutto “uno per tutti,

tutti per uno”.

.

Chissà se Marx lo assaggiò mai?

Scritto alle 1:00 del 24/02/10 | Categoria: Uncategorized, pensieri, poesie, poesie stagionali | 3 Commenti »

giovedì, 18 febbraio 2010

La Gang dei Calzini!

La libreria La Gang del Pensiero si ispira per il nome all’omonimo romanzo di Tibor Fischer. E’ una libreria indipendente, spaziosa e molto accogliente.

Ha ospitato mostre di scultura, pittura, incontri con gli scrittori, presentazioni di romanzi, di libri di poesia e per ragazzi, oltre ad altri eventi culturali.

Il librario della Gang del pensiero è uno di quei librai simpatici che sanno anche darti i consigli.

In un posto così, non si poteva non organizzare una“Gang dei calzini”… che nessuno sa cos’è, neppure io.

Voi però venite… non si sa mai!!!!

libreria

Venerdì 19 Febbraio

ore 21,00

Alla Libreria

La Gang del pensiero

Corso Telesio 99, Torino - www.lagangdelpensiero.com

ReadingLa Gang dei calzini

Reading semiserio ad alto contenuto umoristico di e con Alessandra Racca nei panni della Signora dei Calzini.

Con l’amichevole partecipazione di Arsenio Bravuomo.


Scritto alle 17:43 del 18/02/10 | Categoria: la Signora dei Calzini va in giro | 2 Commenti »

venerdì, 12 febbraio 2010

Sanvalentinatevi con la Signora dei Calzini!

Udite udite:

Domenica 14 Febbraio

ore 19,00

alla libreria

IL GATTO CHE PESCA

via martiri della liberta’ 42 - San Mauro Torinese (TO)

READING DI SAN VALENTINA con la Signora dei Calzini

Amore, poesie, calzini e roba (non)melensa

CUORE

“Non credo mi faranno mai santa, però ho rischiato per davvero di

chiamarmi Valentina, il che, è ben poco, credo, per dire che io e lui,

San Valentino, si abbia qualcosa in comune, se si esclude questa

faccenda dell’amore, di cui mi capita spesso di scrivere, in forma di

poesia.

Se però vi va di passare una serata ad ascoltare poesie d’amore,

di calzini e di tutte quelle cose che si possono perdere e trovare,

potete pensare di trascorrere un 14 febbraio in compagnia della Signora

dei Calzini, (che poi sono io), delle mie poesie e di quei calzini, che,

qua e là, mi capita di appendere e di raccontare.”

Ingresso gratuito

Scritto alle 16:48 del 12/02/10 | Categoria: e altre cianfrusaglie | Commenta »

mercoledì, 10 febbraio 2010

Una torinese a Milano

Per la serie “Una torinese a Milano”:

Giovedì 11 Febbraio 2010

ore 21,00

La Signora dei calzini e i suoi EROTICISMI

saranno ospiti di GIOVEDì di SUD”

al CIRCOLO SUD

Via Corsico 5, Milano (MM Porta Genova - Tram 9, 29\30)

doccia

Orsù venite più milanesi che mai!

Scritto alle 13:43 del 10/02/10 | Categoria: Uncategorized, eroticismi | Commenta »

venerdì, 29 gennaio 2010

Eroticismi e Stranamore

Cari amici, è cum magno gaudio che vi annuncio il mio ritorno nella città in cui ho trascorso gli anni del liceo…

STRANA_loca_CALZINI copia

VENERDI’ 29 GENNAIO ore 22,00

allo

STRANAMORE NUOVO

Via Bignone 89, Pinerolo (To)

EROTICISMI

Un po’ di eros per scaldare i via i geli dell’inverno!

Ingresso gratuito con tessera Arci. La tessera si può fare in sede

Allo Stranamore si può anche mangiare!

Info: 0121-374981

Scritto alle 10:37 del 29/01/10 | Categoria: eroticismi | Commenta »

lunedì, 25 gennaio 2010

Son tempi di calzelunghe

Diciamo così: il romanzo sta alle calzelunghe, come la poesia alle calzecorte.

Passatemi il parallelismo.

Lo dico perchè la verità vera è che mi son messa a scrivere prosa e ho poco tempo e spazio, in testa, per le poesie e per queste pagine, che mi spiace lasciar vuote per lunghi periodi.

Diciamo che son tempi di calzelunghe, ma spero di riuscire a rimettere presto mano al mio cassetto di calzecorte.

Nel frattempo però c’è chi pensa a me e ai calzini: per Natale mi è stato regalato “Pippi Calzelunghe”, il famoserrimo libro di Astrid Lindgren.

pippi-calzelunghe_1

Lo sto leggendo con grande piacere e ne voglio rubare un pezzo.

Il perchè sta nel mio amore - oltre che per i calzini – per le cianfrusaglie, che, secondo me, sono preziosissime.

Ecco quindi che cosa – oltre alle calze – mi accomuna a Pippi:

«Io non so cosa abbiate intenzione di fare voi. Quanto a me, non me ne rimarrò davvero con le mani in mano; io sono una cerca-cose e voi sapete anche troppo bene come questa professione non lasci mai un minuto libero».
«Cos’hai detto che sei?».
«Una cerca-cose».
«Ma cos’è?».
«Evidentemente qualcuno che cerca le cose. Il mondo è pieno zeppo di cose e ci vuole pure qualcuno che si dia da fare per sapere che razza di cose siano».
«Ma che tipo di cose?» insiste Hanika.
«Che ne so, di qualsiasi tipo: pepite d’oro, piume di struzzo, topi morti, caramelle con lo scoppio, viti piccolissime e così via».
Tommy e Hanika si mettono a osservare attentamente Pippi per dedurre quale dovrebbe essere il comportamento del perfetto cercatore. Pippi corre da un lato all’altro della strada, riparandosi dal sole con la mano e cercando affannosamente.
D’improvviso getta uno strillo acutissimo:
«Mai e poi mai ho visto qualcosa di simile! – grida, sollevando dall’erba una vecchia latta tutta arrugginita. – Che tesoro ho trovato, che tesoro! Pensare che non si hanno mai barattoli a sufficienza!».
Lo sguardo che Tommy rivolge alla latta esprime chiaramente la sua delusione.
«A che cosa vuoi che serva?»
«A tutto – ribatte Pippi – se per esempio ci tieni dei biscotti diventa una stupenda Scatola-da-Biscotti; oppure puoi non riempirla di biscotti, e allora diventa una Scatola-senza-Bisco
tti».

(da Pippi Calzelunghe, Salani, Gl’Istrici)

Scritto alle 0:29 del 25/01/10 | Categoria: Uncategorized | Commenta »

mercoledì, 13 gennaio 2010

Eroticismi (il dialogo)

Pazzeschissimo!

Ogni tanto mi fate notare delle robe che io mica me ne accorgo.

Dopo tanto pubblicizzare il reading Eroticismi, mi si fa notare che non ho mai pubblicato qui il dialogo che dà il titolo al reading.

C’è da dire che lo trovate pubblicato nel libro “Nostra signora dei calzini”, però qui non può mancare, mannaggia!

E buoni eroticismi a tutti!

.

EROTICISMI

Nota di lettura:
trattasi di dialogo fra Lei e Lui, in cui Lei è minuscola e LUI è MAIUSCOLO!

-

Posso guardare il tuo…?

POSSO GUARDARE LA TUA…?

POSSO?

Puoi?

Come funziona il tuo…?

COME FUNZIONA LA TUA…?

Ma se ci dobbiamo chiedere

come funziona

allora forse non è amore vero

se fosse amore vero

non ci dovremmo chiedere nulla l’uno

dell’altra, né l’altra

dell’uno

NON SO

MA QUASI SICURAMENTE È SESSO

Allora facciamo il sesso

MA SENZA AMORE

Ok

Allora mi spieghi come funziona il tuo…?

ALLORA MI SPIEGHI COME FUNZIONA LA TUA…?

BELLO

Sì.

Sì, SÌ, Sì

Senti…

SII?

Mi scappa un po’ d’amore…

…MA IL SESSO SENZA AMORE?

Ma a me mi scappa un po’ d’amore!

RESISTI. AL PRIMO AUTOGRILL MI FERMO

Ma a me mi scappa…

MA AVEVAMO DECISO SESSO SENZA AMORE!

Ma però…

NON SI DICE “MA PERÒ”

E POI DECIDITI

NON PUOI TENERE UN PIEDE

IN DUE SCARPE:

O SESSO

O AMORE.

Eros.

LO VUOI FARE CON IL CANTANTE?

Ma no!

LO VUOI FARE CON IL DIO GRECO?

No.

Era greco o latino?

Comunque non mi piacciono i vecchi.

E ALLORA COSA VUOI FARE?

Eros.

E CHE ROBA È?

È un sesso che non importa

se c’è amore

o non c’è.

MA È UN SESSO? SIAMO SICURI?

Sì sì

E COME SI FA STO’ EROS?

Che facciamo gli eroticismi

E TU LI SAI FARE?

No, non si sanno prima

si sperimentano.

E IO POSSO SPERIMENTARLI?

Non puoi fare gli eroticismi senza

sperimentarli.

E LA GENTE LI FA?

LA GENTE NORMALE?

Li fanno in molti

MA MOLTI SFIGATI O MOLTI OK?

Molti strafighi

ALLORA OK

Allora se mi scappa l’amore

tu non ti devi preoccupare

NO… SE FACCIAMO GLI EROTICISMI…

…se poi ti dovesse scappare anche a te

l’amore, dico

se poi ti dovesse scappare

non ti preoccupare

…TANTO FACCIAMO GLI EROTICISMI…

…infatti….

…IN EFFETTI, ORA CHE MI CI FAI PENSARE

PRIMA MI SCAPPAVA ANCHE A ME

L’AMORE

Se ti scappa

fallo scappare

OK, SE CI TIENI…

PERÒ NON SPEGNERE LA LUCE

Scritto alle 10:55 del 13/01/10 | Categoria: da "Nostra signora dei calzini", eroticismi | Commenta »

giovedì, 7 gennaio 2010

Eroticismi 2 – Il ritorno

Come il Natale, come il Capodanno, come l’Epifania… poteva mancare?

No, non poteva mancare.

Cosa?

Il primo reading dell’anno della Signora dei Calzini!

.

Eroticismi torna nel luogo in cui è nato e per l’occasione diventa:

EROTICISMI 2 - IL RITORNO

Rigorosamente in versione musicale

fattore k

SABATO 9 GENNAIO 2010

ore 22,00

al Fattore K

Via Cesare Balbo 10/D – Torino – infoline: 011 8129970

Una botta di eros, dopo i botti di capodanno: EROTICISMI, quasi reading, quasi spogliarello, quasi quasi poesia.

.Alla poesia e allo spogliarello: Alessandra Racca nei panni della Signora dei Calzini

Alla musica: Luca Morellato

Ingresso gratuito con tessera Arci

In prima serata: aperitivo k!

Scritto alle 15:42 del 07/01/10 | Categoria: eroticismi | Commenta »

domenica, 27 dicembre 2009

I vantaggi d’esser rotta

Dialogo assurdo fra donne di coccio scritta per: “Non mi rompere, parole e musica per donne di coccio”.

Son rotta.

Sei rotta?

Son rotta

non funziono bene

son rotta.

Non sei rotta.

Son rotta

dammi retta

Lo sai che la rotta è una retta?

No, non necessariamente

la rotta può anche essere a cerchio

a cubo o a zigo zago

Sì, ma la rotta,

anche se non è retta

ti porta da qualche parte

dal punto A, al punto B

diretta.

Se sei un aereo o una nave, sì.

Se sei una persona

dipende:

tu ce l’hai una rotta?

No, perché io mi sa che son

rotta

perché non ho una rotta.

Però hai detto che sei rotta.

Sì…

No, dico,

hai detto:

“Sono rotta”:

sei tu stessa una rotta

e se sei una rotta,

da qualche parte starai andando…

Sì, ma se io non lo so

se io non so dove sto andando

è un problema.

In effetti sì.

Forse sei una rotta rotta.

Cosa ti dicevo?

E allora, per aggiustarti, vai dritta.

Ma chi ha detto che io sia una rotta a retta…

Metti che invece sono una rotta a zigo zago?

O che sono una rotta a cerchio?

Se vado dritta

e invece sono una rotta a cerchio

mi vado a schiantare.

Tanto sei già rotta.

E dunque?

Puoi fare tutto quello che vuoi.

Ma sei sicura?

Metti che sbaglio?

Mi rompo ancora di più!

Allora non c’è altro da fare:

devi dirottare.

Cosa vuol dire?

Non lo so

tu inizia a dirottare

che poi vediamo.

Ma mi dirotto a destra

o a sinistra?

Di-rottati e basta:

sei o non sei

una rotta rotta che dirotta?

Sono o non sono?

Questo è il problema,

ma non il tuo.

Ora concentrati: stai dirottando.

Ma come si fa esattamente a dirottare?

Si esce di rotta, no?

Cioè, dopo che ho dirottato non son più rotta?

Questo non lo so.

Ma secondo me devi gridare:

grida, stai dirottando!

AHHHHHHH

Ma cosa urlo a fare,

non son mica su un aereo che dirotta!

No, tu stessa stai dirottando!

Ma cosa vuol dire?

Ma cosa vuoi che ne sappia?

Ma allora perché me lo stai facendo fare?

Ma che ne so

perché sei rotta.

Io son rotta, ma anche tu non scherzi.

Perché, le rotte non scherzano?

No, son rotte

han ben poco da ridere!

Secondo me invece ridono

Secondo me invece no

no

no

no

Ma la vuoi smettere?

Sembri un disco rotto!

Disco sarai tu!

Rotta sì, ma disco, no, va bene?

Per me…

Per te?

Per me va bene così.

Cioè, rotta

ma non disco?

Sì…

Ma, ragiona, non è meglio essere disco,

che rotta?

Perché?

Almeno non è rotto.

Ma si può rompere.

Giusto.

Allora devi essere rotta!

È meglio,

non c’è niente da fare…

Meglio, dici?

Sì, sì.

Beh… quindi, dici, che non è male, in fondo, esser rotta…

Meglio di disco…

In effetti: che schifo i dischi eh?

Schifo, schifo.

Meglio rotta che disco, porca miseria,

mi hai convinta!

Ma quanto hai ragione!

Son proprio fortunata a essere rotta!

Sì! Sei proprio fortunata!!!

E poi, in fondo, chi non è rotto!?

Come, chi non è rotto?

Ma sì, dico, in fondo… siamo tutti un po’ rotti…

Eh no, eh?

Se è così non mi va bene

Io, son rotta, io!

L’ho dichiarato da subito.

Se son tutti rotti, io chi sono, scusa, eh?

Tu sei… più rotta degli altri.

Tipo una super-rotta?

Sì, ma se vuoi essere una super-rotta

devi avere un super-potere.

Ce l’ho:

sono Super-rotta

che aggiusta le cose rotte

degli altri.

Può essere.

Sai usare un po’ di attrezzi?

Il cacciavite.

Poi?

Basta.

Trapano?

No

Mettere chiodi?

Solo se non devono essere paralleli.

Segare?

No. So usare la smeriglio.

Non vale, quella la sanno usare tutti.

Restauro sedie?

No.

Meccanica spicciola?

No.

Gomme della bicicletta bucate?

Me le faccio cambiare dagli altri.

Lavori di idraulica?

Magari.

Elettricismo?

No.

No, non vale.

Allora non puoi fare il super-eroe

E la super-eroina?

Non cambia nulla.

Invece sì.

Non hai un super-potere.

Invece sì

sono molto rotta.

Questo non basta a fare di te un super-eroe.

Super-eroina, prego.

Invece sì, il mio super potere

è che sono rotta.

Non è un super potere.

Invece sì:

Super-rotta va in giro per la città

gli altri la vedono e

si rendono conto di

essere rotti, ma non così tanto,

lei è più rotta,

allora loro pensano:

“Hei, non sono poi così rotto/rotta

c’è Super-rotta che è più rotta di me!”

e sono più felici.

Forse hai ragione.

Ce l’ho.

Bene. Allora non ti serve più il mio aiuto.

Ora me ne vado, sono stanca.

Sì, ma non possiamo finire così,

“Arrivederci e grazie”.

Perché?

Perché siamo dentro a una poesia

le poesie devono avere una chiusa per finire.

Prima dobbiamo trovare la chiusa,

così la poesia finisce

e ce ne possiamo andare.

Arrivederci e grazie non va bene?

Arrivederci e grazie non è una chiusa da poesia.

Allora, te ne prego, troviamo il modo di uscir

troppa stanchezza inizio a patir…

Perché parli in questo modo assurdo, ora?

Perché siamo dentro una poesia,

l’hai detto tu no?

Adesso non possiamo più normalmente parlar

dobbiamo rimar

e di qui uscir…

E come riuscir?

Una poesia incompiuta

una incompiuta poesia

una chiusa deve avere

per

finir potere…

Giusto?

No.

Questa no.

Che dici mai?

Vuoi finir nei guai?

Puoi smettere

di parlare in rima.

Perché?

Perché, ho avuto un’idea:

questa poesia è una poesia rotta

e sai perché è rotta?

Perché non ha una chiusa.

Giusto!

Allora possiamo andarcene.

Sì. Subito e senza chiusa.

Devi solo dire arrivederci e grazie.

Va bene.

Arrivederci e grazie.

Siamo uscite?

No, anche se è rotta,

alla fine devi dire:

“fine della poesia”,

altrimenti la gente non capisce.

Va bene: arrivederci e grazie, fine della poesia.

Ora siamo fuori.

No, per essere fuori dalla poesia devi dire:

“Arrivederci e grazie, fine della poesia”

e poi stare zitta.

Ok. Ho capito.

Arrivederci e grazie. Fine della poesia.

…è finita?

Zitta!

Ok.

FINE DELLA POESIA

Scritto alle 15:08 del 27/12/09 | Categoria: donne di coccio | 4 Commenti »