backstage

alle ragazze piacciono i ragazzi che fanno le cose sui palcoscenici.
i ragazzi sopra i palcoscenici sono diversi quando scendono dai palcoscenici.
a volte le ragazze ci rimangono male perchè volevano i ragazzi sopra i palcoscenici come erano sopra i palcoscenici non come sono sotto i palcoscenici.
ma l’amore è poco palcoscenico.
l’amore è più una roba da backstage.

La telefonata alla madre

Sì, tutto bene, sì sono partito
sì il viaggio tutto bene
sì, ho mangiato, sì arrivo alle 14,35
sì, ho dormito, sì
no, non fa freddo, no
sì, no, sì mi porta Antonio
sì, la pasta va bene
sì ci vediamo dopo, sì ciao sì
 

Non le dice
non le ha mai detto
e non le dirà mai
tutto quello che non sta in quella telefonata
 

sa che non la farebbe stare tranquilla
e lei deve stare tranquilla
stare tranquilla
tranquilla
 

quasi morta

 
non del tutto

 
solo un po’

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Eventi di maggio

Poesie antirughe live – Un reading per poesia e colonna sonora

poesie e voce: Alessandra Racca; musiche e sonorizzazioni: Chiara Maritano (chitarre); Donatella Gugliermetti (percussioni)

  • Mercoledì 16 Maggio – ore 22,00 Caffè Liber -  Torino

Ospite di VENIVATECI! con Guido Catalano e Matteo Castellano

  • Venerdì 18  Maggio – ore 21,30 Polsky Kot – Torino

Presentazione del libro POESIE ANTIRUGHE

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Giornata personale dello schifo

mangio biscotti nel letto

passo la giornata in pigiama

sporco molti piatti e non li lavo

faccio pensieri impuri

guardo troppi film

non piego non stiro non ritiro

 

oggi

santifico

sporcizia e disordine

discriminate in tutto il mondo

 

qualcuno dovrebbe riconoscere

di questo mio atto

la filantropia

il sacrificio

il coraggio

la generosità

bla bla bla

è facile

se mi dici
bla bla bla

ti risponderò
bla bla bla

e avremo solamente
bla bla bla

se vuoi
però
possiamo

guardare negli occhi
domandarci
iniziare a parlare

Ora legale

- che ora è?

- quella che ieri era un’ora fa

 

la chiamano legale

ma sbagliano

le galere dovrebbero essere piene

di tutte queste ore senza te

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mi sei stato
come cuscino

la curva fragile
del mio collo
tu
l’hai avuta fra le mani

il mio peso
tu
l’hai avuto su di te
tutto

nudo senza difesa nudo
il mio corpo
tu
l’hai sostenuto
con il tuo corpo

sai
dove spezzare il mio respiro
perché si faccia pianto
apnea

tu
che mi sei stato
come cuscino

ora
ricorda
accogli
non ferire
non soffocare

è indifeso ancora
il mio sonno
anche se non sei più tu
a custodire

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8 marzo e la mia faccia sul cuscino

Questo post dell’8 marzo lo voglio fare come le borse (e le vite) delle donne: pieno di roba diversa. Perciò ci metto: una riflessione (un po’ acida), una poesia e un link.

Leggi tutto…

Con le mie manine sporche di colore

“Sai, e poi” dice
“voi andavate a scuola
papà non c’era
e io avevo quel mercoledì
mattina, così, per me”

 

Penso a mia madre
una mattina di ventisei anni fa
seduta al tavolo verde della cucina
il giornale
il secondo caffé
niente di speciale

 

posso vedere la casa alle nove di mattina
la radio, la finestra del balcone
il silenzio luminoso che riempie l’aria
e come se lo gode
come se lo gode

 

lei
è così felice
che la vorrei abbracciare
ma per fortuna
ho sette anni
sono a scuola
e non posso
con le mie manine sporche di colore
non posso toccare

la sua solitudine

la sua quiete

il suo mercoledì mattina

L’amore è come la poesia (certe volte non si capisce)

sarebbe stato bello sarebbe stato bello aversi in quel modo sai come? come le parole una dietro l’altra un giorno dietro l’altro una stagione e poi l’altra e io e tu e per sempre per tutta la vita finché morte non ci separi ma l’amore amore mio l’amore non sta nelle frasi rompe le righe spezza i pensieri il fiato le parole l’amore amore mio non si può fare in prosa l’amore è come la poesia e noi amore mio ad un certo punto anche se non c’era il punto

 

siamo andati a capo

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La cugina di campagna, la cugina di città

A volte mi comporto

come una parente alla lontana di me stessa

che dice frasi di cortesia

che non mi assomiglia per niente

che ha preso

dalla parte peggiore della famiglia

senz’altro quell’altra

non la mia.

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Giochiamo che io, giochiamo che tu

Se giochi a vincere

giochiamo che io perdo subito

così poi giochiamo

a giocare

Haiku del 1 febbraio

La neve.
Felicità sarebbe
merenda e Bim bum bam.