Un libro nuovo!

Ho quarant’anni

Si misurano quarant’anni di madre:
troppi
bene così
sarai stanca
ognuno ha i suoi tempi
il corpo non
avresti dovuto.

Che hai fatto in tutto questo tempo?

Ho raccolto i minuti
ho amato le ore
ho esplorato i secondi
ho riempito il baule
ho scelto le parole
ho atteso l’ora giusta, la nostra
quando è venuto il tempo di dirti:
vieni, figlio, iniziamo a giocare.

I vostri là nei miei molti qua (un nuovo corso per l’autunno)

Si è appena concluso il corso lungo e denso che ho tenuto per la Scuola Holden: 8 sabati di 5 ore on line, con persone di tante regioni diverse. Come sempre un’occasione di imparare, incontrare, condividere passione, conoscenze, dubbi e un bel po’ di umana umanità nonostante la strana distanza/vicinanza dello strumento on line. Ho fatto lezione dalla pianura e dalla montagna, con Olmo che piangeva, rideva, se ne andava a spasso per i fatti suoi. Insomma, fra una lezione e l’altra è passata, come sempre, un po’ di vita.
Ringrazio chi ha fatto questo pezzettino con me e porto nella mia bisaccia di esperienze e incontri nuove voci.
Deposito qua il verso (ne abbiamo scritto uno a testa, per salutarci) che ho scarabocchiato alla fine dell’ultimo incontro. Con tanto di cancellature.
Intanto si affaccia all’orizzonte un nuovo ciclo di incontri: da fine novembre solcherò di nuovo i mari del web con un percorso on line.
Meno impegnativo come carico orario, ma spero ugualmente interessante.
Se siete interessati a imbarcarvi con me trovate tutte le informazioni necessarie qua.

Poesie a voce alta per tutti: coro poetico again!

Lo scorso anno ho dato vita a questo progetto, al quale tengo tanto tanto. Poi il malefico merdissimovirus ha segnato una battuta d’arresto, ma io ho la capa tosta e ci riprovo.

Il Coro poetico riparte!
Dal 6 ottobre il Coro Poetico è ospite, ogni martedì, della Casa del Quartiere Di San Salvario, a Torino.
 
Vuoi partecipare? E’ per tutti!
 
PoetiCo è per adulti e ragazzi (sotto i 12 anni accompagnati da un adulto).
Non occorrono particolari abilità, solo la voglia di sperimentare qualcosa di nuovo e condividere con altri un’esperienza artistica, energetica e densa di parole.
 
Cosa si fa?
 
Far parte del coro poetico significa sperimentare in maniera divertente, con una guida, la
lettura ritmica ed espressiva, ad alta voce, di alcuni testi di poesia, provando, in gruppo,
variazioni di ritmo, tono, velocità, timbro. Insieme lavoreremo alla creazione di un piccolo
repertorio di testi poetici da portare al pubblico.
 
Calendario incontri
6, 13, 20, 27 Ottobre, 3, 10, 17, 24 Novembre, 1, 15 Dicembre 2020
 
Costi
€ 110 Euro + Tessera Arci per chi si iscrive entro il 6 Ottobre.
€ 100 Euro + Tessera Arci per chi si iscrive dopo il 6 Ottobre.
(La tessera Arci è necessaria, se non l’avete potete farla in loco alla prima lezione)
 
Iscrizioni e lezione di prova
 
A causa dell’attuale situazione di emergenza, per poter garantire adeguate condizioni di sicurezza, la partecipazione alle lezioni è limitata a 10 persone. Per assicurarsi il posto, meglio iscriversi!
Non sei sicuro di iscriverti ma vorresti provare?
 
Il 3 Ottobre, alle 17, c’è la prima lezione di prova, gratuita, fino al raggiungimento di 25 posti.
Per ragioni di sicurezza, precauzioni anti-covid, la lezione del 3 va prenotata.
Vi ricordiamo che è obbligatorio l’uso della mascherina e il rispetto del distanziamento sociale
 
Per info, iscrizioni e prenotazioni:
apscantieri@gmail.com
 
Il coro poetico si realizza grazie alla sinergia con APS Cantieri! 

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Puff pant pant

Se mi seguite un po’ sui socialssss, avrete forse capito che questo, per me, – oltre che per la situazione mondiale globale pandemica – è un anno veramente particolare. Qualcuno mi ha scritto: Ehi, ma che fine hai fatto? Il tuo calendario langue…

Cari miei, ecco la situazione: attualmente, mentre scrivo queste poche righe, dorme di là un piccolo tizio di 8 mesi che non vede assolutamente di buon occhio il fatto che io faccia cose diverse dall’occuparmi di lui. Capito? Questi son stati mesi di mammitudine immersiva.

Ma mentre bolle in pentola il grande progetto Asilo, che modificherà un po’ le nostre giornate, le ore che dedico a Olmo (questo il nome del ragazzetto), a me, al mondo, ecco che bollono in pentola anche altre cose: un libro, dei corsi, una mostra, (un trasloco, per non farmi mancare nulla)… pian piano, nei prossimi giorni vi dico tutto.

Voi,  seguitemi intanto sui socialssss, che in questo momento funzionano meglio come cassa di risonanza di questo blog. E forse, un giorno – anzi, più probabilmente, una notte – riuscirò anche a scrivere la bellissima newsletter di inizio anno… (per riceverla, potete iscrivervi qui).

E buon settembre a tutti!

 

Nei nostri panni again

Dopo l’esperienza dei webinar che abbiamo tenuto durante la quarantena, ecco il workshop di scrittura autobiografica Nei nostri panni, ideato e condotto insieme alla amica e psicologa Elena Patris nella sua veste on line.
 
Ecco qua sotto di cosa tratta. Buona lettura!
 

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Le parole difficili

Mi sono imbattuta su Amazon nella recensione che qualcuno ha lasciato sul libro Io, Alice e il buio buio. Ne estrapolo il pezzettino che mi ha colpita: “Si tratta di un regalo per due bimbi di 5 anni. Ho letto la storia e tranne un paio di parole difficili, tutto il resto è facilmente comprensibile”.
Ecco, questa cosa delle parole difficili mi colpisce sempre. Fermo il fatto che è chiaro che una narrazione per bambini deve essere per loro comprensibile (giuro che non sto facendo polemica sulla recensione, anzi, è proprio una riflessione, questa, mia), io vorrei spezzare una lancia a favore delle “parole difficili”. Per me, l’inciampo in parole che non conoscevo, nella lettura, soprattutto da bambina, è stato un mondo di fascinazione. Me lo ricordo molto bene. Essere ammaliata del suono, dalla forma non familiare della parola, rigirarsi il vocabolo nella testa e immaginare i significati possibili. Cercare di desumere il cosa vuol dire dal testo, senza chiedere a nessuno, rotolarmi nell’alone di una parola. A me piaceva da pazzi. E mi piace tuttora
Sono strana io?
Forse.
Però non sapere è il preludio necessario al sapere. Se non si incontrano mai parole difficili, come si fa a farle proprie? Se non si impara (e non si insegna) ad amare la propria non conoscenza come possibilità di scoperta, come si fa a procedere nel conoscere?
Secondo me parole difficili, qua e là, sono pepite d’oro per i bambini e non solo.
Guardo il mio minuscolo figlio, penso a tutte le cose che non sa e pregusto il piacere di accompagnarlo in questa scoperta. Aprire con lui una parola che non conosce e mostrargli cosa c’è dentro: io non vedo l’ora. Gli auguro una vita disseminata di parole difficili. Sbaglio?

Bestiacce e variazione date

Come vi avevo scritto, è in partenza alla Scuola Holden un nuovo percorso di scrittura. Ma la diffusione del kattivissimo Coronavirus (rompiballe e appiccicoso) ci impone prudenza, quindi la data di inizio del corso è spostata e il calendario variato rispetto a quanto precedentemente comunicato.

Qui trovate tutte le date nuove nuovissime. 

Sperando che queste bestiacce, nel frattempo, si facciano una vita loro e smettano di interferire con la nostra.

8 Marzo, un workshop a Torino

Ho passato la mia infanzia fra tagli e stoffe e chiacchiere di donne: mia nonna faceva la sarta e il filo del cucito è rimasto nella mia vita, ripreso da mia sorella, creatrice di abiti a sua volta.

Alcune volte all’anno io e le mie amiche ci troviamo per scambiarci abiti che noi non vogliamo mettere più. E’ un momento di festa, vitale, in cui, attraverso lo scambio giocoso, passano pezzi di vita, nuove possibilità di essere, anche attraverso il passaggio di un abito da un corpo a un altro, da una esistenza all’altra.

Infine la scrittura, come generatore di narrazioni differenti, forma che ci consente di dare nuove forme alle nostre vite.

Io e Elena Patris, amica e psicologa, abbiamo intrecciato questi e altri fili per tessere il workshop di scrittura autobiografica che proponiamo, in questa sua terza edizione, a Torino, l’8 marzo.

Qui sotto tutte le informazioni per capire di cosa si tratta e come iscriversi.

NEI NOSTRI PANNI

Quali sono i nostri panni? Quanti sono?
Ci piacciono ancora tutti?
Ci vanno ancora bene?
C’è qualcosa che vorremmo cambiare?
C’è qualcosa che teniamo nel cassetto per quando arriverà il suo
momento?

In questo laboratorio di narrazione autobiografica cercheremo di aprire i nostri armadi, intesi come repertori di possibilità, e di dare spazio alle domande: lo faremo attraverso la narrazione, la scrittura individuale e il confronto all’interno del gruppo, in un rapporto circolare tra raccontare e ascoltare storie, in un dialogo con l’altro in cui dare valore alle narrazioni e costruirne di nuove.

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Nuovo laboratorio! Da marzo alla Scuola Holden

Come ogni anno, da qualche anno, la Scuola Holden accoglie i miei laboratori. Quest’anno inauguriamo una novità, il percorso di scrittura in versi non sarà in orario serale, ma sarà concentrato in 4 weekend intensivi, una volta al mese, da marzo a giugno. Il laboratorio si intitola OLTRE LA SUPERFICIE DELLE COSE e qui sotto vi racconto di che si tratta. Tutte le info per iscriversi, sono qui, cliccate e saprete tutto.

Passaparola 🙂

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Forse vi siete accorti che…

Forse vi sarete accorti che questo blog langue un po’. La vera verità è che è un blog in maternità: il 2 gennaio è nato Olmo, che è attualmente un concentrato di vita di poco più di tre chili, un dado di persona, in divenire. Rileggo in questi giorni, mentre lo guardo e lo conosco, versi che ho scritto durante la gravidanza. Eccone qui qualcuno, una poesia che racconta di quando lo spiavamo di nascosto.

 

Ecografia

Nello schermo si agita
una galassia misteriosa
medici indicano con il dito,
illustrano nomi e masse
che conoscono meglio di me,
sebbene io le contenga tutte.
 
Attraversiamo costellazioni di tessuti e sangue,
avvistiamo buchi neri, cavità, ovaie
sondiamo tutto lo spazio
loro nominano corpuscoli a me invisibili
macchie, che suggeriscono
presenze e significati
questo non darà fastidio
questo si è ingrandito
speriamo che questo si sviluppi in là
e non disturbi il feto.
 
In quello spazio così remoto
appari tu, corpo pulsante
una stella bianca, un chiarore
con forma terrestre, di fagiolo.
Che nome ti avrebbero dato,
gli antichi astronomi,
per questa tua apparenza, vegetale?
 
Qui, dai laboratori terrestri,
ti osserveremo ancora, per mesi
entreremo nella tua orbita,
ti misureremo,
scriveranno in tabelle le tue dimensioni.
Ci saranno schermi e tecnici,
sonde e attrezzature,
scienziati che mi parleranno di te,
con il loro gergo spaziale.
 
Fuori c’è luce, il cielo dopo la pioggia,
cose che conosco
e la voce di tuo padre
che pronuncia il tuo nome.
 
In questo spazio interno,
che continua a pulsare in me e in te
mentre nessuno lo sta a guardare,
io mi raccolgo a immaginare le stelle
mentre tu compi il tuo viaggio di avvicinamento,
terrestre mistero, corpo viscerale.
 

Chiamata alle arti per bambine e bambini!

Aiutateci a completare il Libro del buio!

Su Facebook trovate una pagina che abbiamo creato per raccontarvi qualcosa di più di “Io, Alice e il buio buio“, per far confluire tutti gli appuntamenti, i laboratori e raccogliere le vostre impressioni, ma soprattutto per ospitare una chiamata alle arti dedicata ai bambini…

Pubblicate sul vostro profilo o pagina Facebook la fotografia di un disegno di un bimbo o di una bimba del suo buio preferito, taggate la pagina Io, Alice e il buio , aggiungete l’hashtag #ioaliceilbuio e il vostro disegno verrà pubblicato sulla pagina dedicata al libro.

Creeremo così insieme nuove pagine per il Libro del buio 🙂

Novità in libreria…

Da oggi, in libreria “Io, Alice e il buio buio“, una creatura di luci, ombre, parole, figure e curiosità, un po’ mio, un po’ di Anna Castagnoli, un po’ di Emme edizioni e spero di molti e molte.

Per accompagnarlo in questo suo affaccio nel mondo, una poesia sul buio, che non è nel libro, ma nel percorso di parole, ricerche, immaginazioni ed esondazioni che sempre accompagnano la nascita di una storia.

Auguri libro, vai nel mondo pieno di curiosità!

La poesia del buio

Ho visto un buio che non sta mai solo:
è la mia ombra,
siamo sempre insieme,
la luce la sposta e la colora.

Ho visto un buio buissimo,
era dentro di me:
un buio triste
senza di te.

Ho visto un buio
che non mi ricordo niente!
Forse l’ho sognato…
stavo dormendo (beatamente).

Ho visto un buio con la coda,
un buio che correva,
un buio con gli occhi gialli,
un gatto che si chiama Eva.

Ho visto un buio tutto di mare,
faceva sciaf sciaf,
non stava mai fermo:
un buio che ti ci puoi bagnare.

Esiste un buio di cioccolata,
se lo apri non c’è più,
ma trovi un’altra cosa:
dentro l’uovo di Pasqua: la sorpresa.

Ho visto un buio fiore,
di petali nuovi, vicini vicini,
prima che la corolla si schiuda,
quando i fiori sono bambini.

Un buio arancia me lo so immaginare,
ma se lo sbucci cambia:
diventa arancione, a spicchi
e lo puoi mangiare!

C’è un piccolo buio in ogni cosa
buio che protegge e che riposa
ci son bui chiusi e bui aperti
buio che aspetta di esser scoperto.

Ispirazioni estive

Sto scrivendo poco, purtroppo, su questo blog. A volte il pieno impone il vuoto e l’irregolarità diventa una necessità. Qualche segnale di fumo lo lancio qui, sui social, se avete voglia di interagire con me, potete trovarmi qui e qui.

Però deposito una piccola cosa, oggi, qui, fra le ispirazione che questo tempo irregolare che si chiama estate mi ha regalato.

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Appuntamenti sul corpo

Quello del corpo è un tema che mi ha sempre interessata. E’ entrato nelle mie poesie in tanti modi differenti.
Maggio è alle porte e lo inizio proponendovi due appuntamenti, uno per i grandi, uno per i piccoli, dedicati al corpo.
Li trovate al fondo di questo post, prima una poesia.

CERTE VOLTE

A volte fa paura
a volte fa vergogna
a volte fa fatica
a volte fa cattivo odore
a volte ha forma che non mi piace
a volte è limite
a volte non mi assomiglia
a volte lo sgrido
a volte fa dolore
a volte è incomprensibile
a volte non so
se sono io
il corpo mio.

✍️ Sabato 4 maggio dalle 10 alle 12 alla Casa del Quartiere Barrito per i I Sabati Giocondi Stag. 1
Testa per aria: laboratorio di poesia per bambine e bambini
laboratorio di poesia e creazioni con Alessandra Racca
Ricreiamo il nostro corpo a partire dai versi delle poesie e i versi delle poesie a partire dal nostro corpo.
Per bambini e bambine dagli 8 agli 11 anni.

👂 Giovedì 9 maggio, alle 21 alla Luna’s Torta
Ad alcuni piace la poesia – Appuntamento di maggio
“E tutto il corpo predisposto al vivere”, poesie che cantano il corpo, dalla testa ai piedi, dal sangue alla voce, dal corpo amato, al corpo perduto, al corpo immaginato.

Chissà se avrà i miei occhi

Tempo fa ho scritto una poesia alla quale sono più che affezionata. Si intitola Mia madre è un fiore abusivo, parla di mia madre e di come, talvolta, scopriamo in noi parti sorprendenti dei nostri genitori. E’ stata pubblicata per la prima volta in L’amore non si cura con la citrosodina dalla Neo Edizioni
Ora Elena Carrano l’ha scelta e inserita in un’antologia da poco uscita per la Clementoni. 
Il libro si intitola Chissà se avrai i miei occhi ed è dedicato a chi attende l’arrivo di un figlio o di una figlia. Lo trovate in libreria.
La poesia, invece, eccola qua.

Mia mamma è un fiore abusivo

Ah mamma, come mi spunti!
Come faccio a nasconderti ora
che ti sei infilata perfino
nel modo in cui porto alla faccia
le mani, storte all’indice – come le tue
ossa costole che spuntano fuori
evidenze e d’improvviso
voglio sapere i nomi delle piante
con l’aria frivola che è tua
quando domandi al mercato
Quanto la devo innaffiare?
e tramesto vasi e gelsomini e bulbi
arrampicata per aggrappare
foglie e rami al nido
guarda come sto in bilico
sfidando scale e basse stature
per far germogliare
la parete di casa (e la vita)
ed io che ti dicevo Ma fai attenzione
non rischiare il collo per un addobbo!
Tu mi spunti mamma
come fiore di un seme portato dal vento
nel vaso che era di basilico e ora
è carico di petali abusivi e spavaldi
e a me che sempre hanno detto
come somiglio a papà
stupisco di questa fioritura
l’indipendenza, mamma, l’essere me
è scoprirti dentro i miei bicchieri rotti
e disordini e pasticci
tenerti finalmente qui
non avere più paura
d’essere tutta.

A me piacciono le parole

Sto facendo un percorso di 15 tappe, un viaggio nella scrittura e lettura, con un gruppo di 25 bambini e bambine.
Ecco un testo che ho scritto per raccontare loro di me e di una passione che vorrei condividere giocando.

Delle parole mi piace tutto:
la buccia e la polpa
il dolce e l’amaro
magiare parole altrui
cucinare con parole mie,
mi piace gustare parole-frutto.

Delle parole mi piace che son pezzettini
unirle in costruzioni
piccole, medie, grandi o leggere
mischiarle, creare case, città, 
aeroplani di parole:
mi piace giocare con parole-mattoncini.

Delle parole mi piace il rumore
mi piace quando gridano forte
o sussurrano piano,
con le parole puoi addormentare o svegliare
con le parole puoi suonare
le parole respirano:
mi piacciono le parole 
perché vanno a ritmo con il cuore.

Delle parole mi piace che possono dire
le storie di come siamo e di come siamo stati,
di come potremmo essere e di come non saremo mai,
creare mondi, fantasmi, misteri ed eroi:
mi piacciono le parole che sanno raccontare.

Delle parole mi piaci tu:
quando mi racconti e ti dici,
delle parole mi piaccio io:
quando dico il mondo a modo mio,
mi piace la compagnia di ogni nostra parola
che non mi fa sentire sola.

Coro poetico e altri progetti

Sabato mi sono svegliata con una bella sorpresa. In un articolo sul Corriere Torino, Chiara Dalmasso ha raccontato alcuni progetti che sto portando avanti e che mi stanno molto a cuore.

Fra questi, il coro poetico.

Domani, 26 Febbraio, presenterò il progetto al Centro Interculturale di Torino, alle 18.

Per le iscrizioni c’è tempo fino al 5 Marzo. Si inizia il 12 Marzo. Qui trovate tutte le informazioni!

Una lista silenziosa

Alcune cose che stanno nel silenzio:
un’idea
il rumore dell’aspirapolvere in un altrove vicino
un pesce che nuota
due persone che si guardano negli occhi
un sogno a occhi chiusi e mezzo a occhi aperti (poi mi hanno disturbata)
un briciolo di paura
molti rumori silenziosi
la luce che disegna sul soffitto
ciò che vedo dal finestrino del tram
qualcosa di lontano
tapparsi le orecchie
non sapere cosa dire
un aereo, in alto nel cielo
alcune notti
il lampo, prima del tuono
ciò che non è qui
pensare
se mi abbracci
se mi dai la mano
se facciamo silenzio
ed ascoltiamo.

Nei nostri panni. Un progetto.

Quali sono i nostri panni? Quanti sono? Ci piacciono ancora tutti? Ci vanno ancora bene?

Torneranno mai ad andarci bene? C’è qualcosa che vorremmo cambiare? C’è qualcosa che teniamo nel cassetto per quando arriverà il suo momento?

Attorno a queste domande è nato un progetto nuovo, un laboratorio costruito intrecciando la mia esperienza con quella di un’amica carissima, che, oltre ad essere una delle creature che più mi mettono la gioia di vivere a questo mondo (nonché la dedicataria di questa poesia, nata dopo una notte – una delle tante – infinita, di chiacchiere), è anche una brava psicologa.

Abbiamo ideato “Nei nostri panni”, così si intitola il laboratorio, a partire dalle nostre diverse professioni e percorsi, unendo competenze, facendo confluire punti di vista, punti di contatto, diversità.

Le parole chiave sono: narrazione e… abiti. Abiti veri, quelli che porterete voi e che ci potremo, alla fine, anche scambiare.

Lo proponiamo per la prima volta a Verbania, nel salotto di Imperfectsoul, dove già sono stata accolta con Scrivere short.

Si terrà il 10 marzo 2019, come spazio dedicato alle donne, per fare il punto, riconsiderare nuove narrazioni, riflettere su quelle che scegliamo per definirci.

Per sapere di che si tratta e come partecipare se vi andrà, non avete che da cliccare qui.

Un coro poetico! A Torino dal 12 Marzo.

Ecco una cosa che mi frullava in testa da tempo e che finalmente sono riuscita a realizzare. L’ho scoperto in Spagna un paio di anni fa e l’ho portato con me. Ora lo propongo a voi.

Di cosa si tratta?

Di un coro poetico!

Un coro poetico?

Sì, un coro poetico (o della rivincita degli stonati).

Qui sotto vi spiego tutto:

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Vento a Torino

Oggi a Torino c’è il vento. Che è una cosa strana. Noi torinesi il vento non lo sappiamo bene. Ci si guarda un po’ così, lo si tratta da spiffero, nel pensare: Ma da dove è passato?
E ti viene da fissare le montagne con sospetto. Se ne stanno lì, innevate, ferme, e ti domandi se staranno continuando a fare il loro dovere.
Il vento muove le cose che prima stavano ferme, un sacchetto di plastica che nessuno guardava ora vola nel cielo e stai lì a sperare che non lo acchiappino i rami degli alberi e possa fare un viaggio più lungo, invisibile allo sguardo, che sa un po’ di infinito.
Quando c’è il vento ti viene il nervoso dei capelli e l’elettricità dei corpi.
Ma soprattutto guardi la punta della Mole che sfida l’aria e pensi a cosa accadrebbe se si mettesse a volare. 
Poi torni a casa, che i capelli si disfano e il vento non lo sai bene.

Libri

Ciao, ecco qualche news libresca:

è in libreria per Avagliano Editore editore “Una stanza tutta per loro” a cura di Alessio Romano e Ale Di Blasio,  un racconto, tra parole e immagini, attraverso la vita e le memorie di cinquantuno scrittrici italiane, a partire dal luogo che prediligono per scrivere

e poi esce oggi per LaVitafelice l’antologia Matrilineare, madri e figlie nella poesia italiana dagli anni Sessanta a oggi, a cura di Loredana Magazzeni, Fiorenza Mormile, Brenda Porster e Anna Maria Robustelli. Un percorso interessante composto da molte voci in poesia.

Fra le altre, in entrambi i libri, ci sono anche io.

Dal Portogallo a Torino il 2 Dicembre

Ora vi racconto una cosa bellissima.

Il 2 Dicembre verranno a Torino Cristina Andante e Fernando Ladeira di Andante Associação Artística, una compagnia di teatro portoghese che da anni si occupa della promozione alla lettura attraverso la trasformazione di poesie, romanzi e racconti in spettacoli di teatro per adulti e bambini.
Pessoa, a teatro, per i bambini piccolissimi? Loro lo fanno.
In Portogallo, ma non solo, sono una realtà consolidata e interessantissima.
Per il ciclAd alcuni piace la poesia, un incontro speciale con Andante alla Luna’s Torta. Cristina e Fernando ci racconteranno e ci mostreranno il loro lavoro, ci parleranno di poeti portoghesi noti e meno noti, ci leggeranno testi e poesie. Io avrò l’onore di intervistarli.
Vi invito tutti, tantissimo e ancor di più, perché il loro è un lavoro prezioso e di alta qualità per adulti e bambini. Invito soprattutto chi:
– lavora sulla promozione della lettura
– lavora con bambini e ragazzi
– ama la poesia
– ama il Portogallo e la sua letteratura e ne vuole sapere di più

Si capisce che ci tengo molto e vorrei che veniste in tanti?

 

Il mio Neo preferito

Anni fa ho conosciuto Angelo Biasella e Francesco Coscioni, gli editori della Neo, una piccola casa editrice abruzzese. 

Ho pensato, vista la loro linea editoriale, che potevano essere le persone giuste cui mandare il mio lavoro. Ed ho avuto ragione.

Ad anni di distanza non posso che confermare quella mia prima intuizione. Siamo cresciuti insieme, abbiamo pubblicato quattro libri (loro molti di più, ovviamente). Siamo cambiati, tutti e tre, siamo in parte rimasti fedeli a ciò che ci ha fatti incontrare.

Se devo pensare a me e alla Neo edizioni, penso a gente dai percorsi strambi, un po’ inediti. Sono una che scrive poesia, ma l’ho sempre fatto un po’ a modo mio, stortamente, decisamente fuori dai circuiti canonici, forse perché anche il mio rapporto con il linguaggio della poesia è poco canonico, decisamente personale, spesso sporco, ibrido, mutevole, multiforme, dubbioso e incostante, impaziente di esprimersi, insicuro e, credo, per questo, vitale.

Sul perché di queste mie scelte (e non scelte) magari fra un po’ ci scriverò su, perché credo che possa essere utile anche per altri. Oggi no, non ne ho il tempo.

Ma oggi esce invece un’intervista che racconta del loro percorso, quello della Neo. Che è anche un po’ il mio. Ed è con grande affetto, stima e riconoscenza che lo riposto qui, così che possiate conoscerlo anche voi.

Rottermaier

Una novità.

Si chiamano Alessandra Papa e Cristiana Ferrari, oppure Rottermaier e sono molto in gamba. Mi hanno accolta fra i loro autori e io ne sono molto felice!

Abbiamo in cantiere dei bei progetti e molta voglia di realizzarli insieme.

Poetry slam

Forse non tutti sapete che da anni spendo parte del mio tempo ad organizzare, trigare, cosare nel magico mondo poetry slam. Poetry slam? Si domanderà qualcuno di voi.

Ed io gli risponderò così, molto brevemente: il poetry slam è un contest fra poeti performativi con giuria popolare. Ma qui vi spiego di più.

E poi, se volete vederne uno dal vivo, vi invito: Sabato 20 Ottobre, a Torino, all’Off Topic. Serata speciale che apre l’intersa stagione. Il progetto si chiama POETRONICA e unisce poesia e musica elettronica in una serata che parte alle 21 con il poetry slam e finisce nella notte per i nottambuli ballerini.

Per saperne di più, clikkate qui!

Nodi spettinati

Quando i nodi vengono al pettine
quando i pettini vengono al nodo
non c’è santo che tenga
non c’è tenuta di santo
devi trovare il modo
devi sciogliere il nodo

6 (a)politico

Io mi autopromuovo
Tu ti autopromuovi
Egli pure
Noi voi essi 
tutti quanti ci autopromuoviamo:

solo a volte, 
quando siamo disconnessi,
ci concediamo il lusso
di essere bocciati.

Scrivere short a Verbania il 9 dicembre

Scrivere short, il workshop sulle scritture brevi, si sposta. A dicembre sarò ospite di Cristina Savi, on line con il nuovissimo blog Imperfect.

Qui la storia del nostro buffo incontro, fatta da lei e completa di foto di e che faccio una delle mie tipiche facciazze mentre parlo (e parlo e parlo…).

Qui e qui invece tutti i dettagli sul corso e su come iscriversi per dedicarsi una domenica di scritture… anzichè di stress da regali.