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Sbronze poetiche con Alcolibri

E per la serie ‪#‎facciocose‬ ‪#‎dicocose‬ ‪#‎eveleposto‬ ecco qui un’intervista con domande di Alcolibri Anonimi e risposte della sottoscritta a proposito di come è nato ‪Consiglidivolo per bipedi pesanti e alcuni perché e percome del mio modo di scrivere e intendere la poesia.
E poi anche anche un video dove leggo una poesia.


Quindi ‪#‎faccioanchevideo‬ ‪#‎eveliposto‬
Grazie ad Alcolibri.

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Il concorsone

Allora signori, il momento è solenne, si lancia qui IL CONCORSONE…

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Un libro nuovo!

Ciao, volevo dirvi una cosa semplice: ho scritto un libro nuovo.

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Dodecalogo (più punto spurio) per le prime letture in pubblico

Al Corso di poesia per poeti mannari che tengo alla Scuola Holden ho dedicato un paio di lezioni alla scrittura per la performance e alla lettura ad alta voce.
Mi sono divertita a scrivere questo dodecalogo per i miei mannari, ragionando un po’ sulla mia esperienza (è la mia esperienza non la bibbia però il primo punto vale in maniera assoluta, questo è certo).
Ve lo propongo anche qui.

Dodecalogo (più punto spurio) per le prime letture in pubblico

1 Ricordati di respirare, è provato che sia così utile da essere fondamentale. E’ altrettanto provato che i lettori ad alta voce funzionano come gli altri: necessitano di ossigeno. Ossigenati.

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Sessismo nostrum: compilation demenziale delle perle degli ultimi giorni con libere divagazioni

Trivella tua sorella
Stai a casa a fare la madre
Trivella tua madre
Stai a casa a farti trivellare
Fatti trivellare ma a casa
Oppure esci, vai al mare – che abbiamo un bel mare – ma accompagnata, che magari a qualcuno gli vien voglia di trivellarti, non si sa mai
I maschi trivellano, son trivellatori, essi hanno questo impulso trivellatore che se ti fai beccare sola o anche con l’amica tua, ingenua come sei, femmine come siete, poi ti trivellano e son cazzi tuoi (letteralmente capito? aahahha A noi ci piacciono un sacco i giochi di parole! Siamo creativi e poeti!)
Se gli scappa di trivellare, comunque, dicevo, i maschi devono trivellare
quindi, tu, stai a casa, che tanto hai da fare con i bambini e le trivelle e le sorelle, che fra femmine vi capite
Ogni maschio trivella la sorella sua, se è sua ci potrà pure fare quello che vuole

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Dopo l’8 marzo, comunque

10 modi per assassinare una donna senza ucciderla

Voce e testi Alessandra Racca
Musiche originali Chiara Maritano e Donatella Gugliermetti
Realizzazione video Gitana Scozzari
Registrazione e audio editing: Alberto Vacchiotti

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A proposito di donne e di poetry slam…

Qui gli amici di slam contempoetry mi domandano e io rispondo…

Alessandra Racca: Il Poetry Slam è unisex

Con il tempo ho imparato a fare meno, a gestire l’ansia del vuoto, togliere invece di aggiungere, “stare”, “essere” in presenza degli altri, fare cose che mi danno piacere, lasciare che lo spettacolo respiri con i suoi pieni e vuoti senza perdere di vista il senso di marcia […]

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panta rei della buona notte

la notte mi trova così
attenta
silenziosa
tutto quel rumore fuori

il limite del corpo
il limite dei muri
gli spazi estesi
l’oltre

la stanza sussurra
sei
sei stata
tutto sarà

Dna dei giorni

La vita s’avvita
non so se sale o scende
qualcosa torna
molto se ne va

Bla bla… bleh

Alcune tipologie di conversatori con i quali non mi riesce di conversare (lo scrivo al maschile ma è unisex):

– il battutista; è fortissimo, è una macchina di battute, è veloce, fa ridere, ha tempi comici, è sempre sul pezzo, brillantissimo, ammirato, praticamente un cabarettista. Infatti l’effetto è quello di essere davanti alla tv. Ma senza telecomando;
– l’adorista: passa il tempo a dirti che tu sei forte, tu sai, tu lo sai meglio di lui, ma tu sei brava, ma con tutte le cose che fai tu, che lui non sa… Tu, da parte tua, passi il tempo a rassicurarlo. La conversazione si scusa molto e si spara un colpo in gola;
– il dottologo: è veramente colto, legge, sa, si informa, ha un sistema di organizzazione del pensiero e delle conoscenze che andrebbe brevettato, in confronto a lui sei una cialtrona, ti senti una cialtrona, sai poco, pochissimo, niente. Ma soprattutto ti annoi a morte. Ragazzi, c’è vita su questa terra al di fuori di ciò che si sa!
– ho una mia visionista: tu parli e lui ci vede la sua tesi: che sia politica, new age, religiosa, mistica, sessuale, complottista, che tu parli di giardinaggio, te stesso, poesia, cucina, sport, lui ci vede la Sua Tesi. Ed è precisamente con la Sua Tesi che avresti voglia di lasciarlo;
– l’acido-rancoroso: non ce l’ha con te, ma con la vita in generale. Capisci in fretta, appena ti ci sei ficcato, che non si tratta di conversazione, ma di una specie di percorso a ostacoli. Ci sono spine, vetri, stoccatine che si infilano nella conversazione, non contro di te, ma contro il mondo intero. Lo scopo non è parlare, ma sfogare. Tu non sei un interlocutore ma un water. Infatti non vedi l’ora di tirare lo sciacquone e liberarti delle deiezioni altrui;
– il ciò tantissime cose da dirti: infatti parla lui. Non ha nessuna domanda da farti, nessun interesse nei tuoi confronti. Se non ti infili nelle pause del respiro è finita. Ma lui, è risaputo, non ha bisogno di respirare, si nutre della tua energia. Ti salverà solo andare a fare la pipì.
– il/la gatta morta: vabbé, su questo, confrontate la manualistica. E si salvi chi può.

Dieci cose che in certi momenti della vita vanno proprio dette sull’amore:

1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
8)
9)
10) Ritenta, sarai più fortunato

Il varco di merda

Più volte nella vita capita di trovarsi di fronte il varco di merda.
Il varco di merda c’è solo un modo di oltrepassarlo.
Oltrepassarlo.
Dopo che nei hai passati un po’ sai cosa ti aspetta nel varco di merda: merda, odore nauseabondo di merda, buio di merda, corpo lambito dalla merda, non sapere dove finisce il tuo corpo e dove inizia la merda, non sapere quando finirà il passaggio nella merda, confusione di merda.
E’ facile che avrai crisi di pianto e scoramento. Lacrime, paura e merda.
Poi, ad un certo punto, quando meno te lo aspetti, se ti impegni il giusto e lasci fare al varco di merda il suo lavoro di merda, ecco che il varco lo hai alle spalle. Hai passato il varco di merda.
Puoi andare a fare la doccia.
Ti asciughi ed ecco che senti l’effetto del passaggio del varco di merda.
Il tuo naso sente gli odori, mille altri odori oltre alla merda.
Non più solo merda ma odore di aria, di foglia, di pelle, di nuca, di panino, di portico, di cane bagnato e asciutto, di galaverna, di gemma, di candito tolto dal panettone di una che mangia il panettone ma senza canditi, di acqua che scorre.
E niente, tu annusi e ti dici, caspita quanti odori.
E respiri respiri respiri e odori e respiri e poi ancora.

Ecco la raffinata metafora che mi va di depositarvi qui oddì 16 Gennaio 2016.

Buon sabato a tutti.

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Impoetica

Della poesia mi interessa
ciò che è dentro le poesie
l’intorno
in larga parte
gran rottura di coglioni

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Leggere

Mi piace quando il mondo parla
nelle parole dei libri
il linguaggio delle vite degli altri
e della mia insieme
mi fa sentire come il ramo del glicine
intrecciato al ramo grande
qualcosa che del basso sale
radicato e costante
conosce le stagioni
gli inverni
e le fioriture viola
che fanno ombra
e il buon odore
di certa bellezza

Canto per i canti

Per i passi lungo il fiume
per la luce del mattino
per i muri vecchi
per le cose andate storte
per ciò che è memorabile
e per ogni secondo dimenticato
la bellezza delle parole

che i colpi
gli abbracci
la noia
il nascondino
che ogni cosa abbia una canzone

che si raccontino
i giorni
la fame
le lotte
gli abiti luccicanti
la perversione

versi e poesie
per le cipolle e le patate
per la lista della spesa
per ogni forma d’amore
e di vanità
per lo sconosciuto dagli occhi neri

che di tutto questo tutto
si faccia un canto vasto e infinito
che si celebri
che si dica
frasi per chi siamo e chi eravamo
per chi verrà a rompere
il silenzio grande
con le piccole potenti voci

la lunga canzone del mondo
parole dentro le parole
la storia delle storie
il suono per guadare il mistero