A Bibione

Voi ci siete mai stat3 a Bibione? Io no. Però ho tutto un immaginario balneare su Bibione che non so da dove mi viene. 

Questa settimana vado e vedo.

Sarò infatti per la prima volta nella mia vita (senti come suona epico) a Bibione Sabato 2 per presentare il mitico BIPS (Bibione Poetry Slam). 

Con me un sestetto, anzi, una sestina di poety che il poetry slam lo fanno con maestria: Eugenia Giancaspro, Filippo Balestra, Francesca Brotto, Katharina Wenty, Luca Cancian, Sergio Garau. 

Ospite d’onore: Mr Matteo Di Genova.

Il BIPS! è inserito nel campionato Lips, è a cura del Porto dei Benandanti e si inserisce in Notturni di versi, piccolo festival della poesia e delle arti notturne. 

Ci vediamo al mare! 

Autobiografia, nuovi percorsi (e una promozione)

Dopo i percorsi della passata stagione, abbiamo lavorato ancora a Nei nostri panni, il percorso di scrittura autobiografica che ho co-ideato e conduco insieme a Elena Patris.

Da settembre, il percorso riprende, con nuove tappe e in una formula a moduli, 2 on line e 1 residenziale.

Qui trovate tutte le informazioni generali. Altre, invece le potete avere scrivendoci.

Dopo aver letto tutto, se vi è venuta una voglia irresistibile di partecipare, allora forse dovreste prendere in considerazione l’idea di farlo subito 😉 

Abbiamo infatti pensato una tariffa speciale per chi si iscrive entro il 31 luglio!

Mica ve la perdete, no?

 

 

 

Venersì

Qualche post fa ho scritto di un venerno. Adesso ecco un venersì.

 Venerdì 3 Giugno mi trovate a Ivrea a La grande invasione per un po’ di appuntamenti:

– la mattina incontrerò bambini e bambine della scuola primaria
– alle 17, invece allo ZAC Zone Attive di Cittadinanza andiamo
ALLA SCOPERTA DEL BUIO
Lettura e laboratorio per bambini e bambine dai 6 anni.
 
A partire dalle parole e delle immagini di Io, Alice e il buio buio andiamo alla scoperta del buio buio e di tutti i nostri bui, per aiutare i protagonisti del libro ad aggiungere pagine al loro Libro del buio, per dare parole alla meraviglia che si nasconde in ogni angolo del nostro mondo e giocare con leggerezza con le nostre paure.
 
– infine, alle 20, sempre allo Zac torna il poetry slam con lo ZAC POETRY SLAM!
 
Qui, il programma completo della manifestazione  
 

Tonfi

 
Mentre lui aspetta che l’acqua 
scorra e diventi fresca per riempire
il mio bicchiere, la casa 
produce un tonfo, uno spostamento
in qualche luogo non visibile
 
Mi sorride con l’attenzione
altrove, il pensiero a quel
luogo non visibile
o persone

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Venerdì

Mi pare imprigionato, questo corpo di adulta
in un garbuglio mefitico del fare,
dare e avere come bilancia dell’essere
più difficile liberare l’occhio
sporcarsi sotto le unghie
con i resti di qualcosa che
scintilla, frantumaglia, a sorpresa
 
la lingua incespica nel già detto
sa di posta elettronica masticata
la poesia salvifica ha rotto i coglioni
e molto altro, ma poi, dai. La guerra
 
ho disposto le app per colore, un bel
lavoretto, mentre cerco lo spazio
per un atto di insubordinazione interiore
che non so immaginare o forse compiere
 
buttare qualcosa
cui mi pare di tenere ancora
mettersi con la guancia
sul muro caldo, sfregarsi un po’ via
bere acqua da un bicchiere che
non lavo da due giorni
 
cercare una sbeccatura
lungo i bordi delle ore,
una faglia nella giornata,
indecorosa
 
ripararmi nel tuo cavo, da dentro
dove ci assomigliamo di più
e siamo corpi che si tengono,
perdendosi

Questa notte sono venuti i lupi,
usciti, credo, dalle fiabe che ti racconto,
dal luogo che siamo.
Stavano, ululando, ai piedi del letto grande.

I versi degli animali erano
irresistibili per le mie parole.
Ingenue, hanno lasciato i pensieri
e hanno vestito i suoni.

Aleggiava nella stanza una litania
spaventosa: questo non è che niente,
dicevano le mie stesse parole
e mi si stringevano addosso nel buio,
senza intenzione. Erano solo
ciò che è.

Sentivo i confini di quella piccola
cosa, piantata nella coscienza,
senza mantella rossa,
senza parole.
Quel poco che siamo
mentre i lupi stanno a guardare.

Volevo soltanto toccare
tutti i corpi che amo, sentirli respirare.
E poi sperare che saprai
stare di fronte ai lupi
se mai tu li dovessi incontrare.

 

 

(Nell’immagine Head On di Cai Guo Qian)  

Nei nostri panni: si bissa a Febbraio!

Abbiamo esaurito i posti per il primo ciclo di incontri e quindi abbiamo riprogrammato delle nuove date!

Riparte un nuovo ciclo di 3 incontri di laboratorio di scrittura autobiografica, con Nei nostri panni, un progetto ideato e condotto insieme alla amica e psicologa Elena Patris. 

Ecco qua sotto di cosa tratta e tutte le informazioni per partecipare.

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Parli

Questa è una delle poesie che ho scritto dopo la nascita di mio figlio Olmo. Sono poesie che custodisco con un riserbo un po’ speciale, ma ha anche un senso che stiano nel mondo. Ciao, poesie, andate. Adesso ne pubblico qualcunina qui. 

 

Parli

 

E adesso
abbiamo le parole.
 
Me le porti sulle gambe incerte
te le restituisco per benino
ti dico la parola per il mondo
la ripeto giusta, te la sistemo per il futuro
ma è la tua, storta, quella che dice
 
Ora sei arrivato qui
ti aspettavo da tempo
tu sei stato per me come: sospeso nel suono
 
E ora che ci sei
sento che frana, la mia
 
la parola cede al piccolo
e al grandissimo, qui
 
è più del silenzio
 
è dove sono stata
 
è il posto della poesia
 
è dove sei tu, ora
 
e fai le parole nuove

Ideeregalo 2021 ediscio

O è kitsch o non si fa.

Viene anche per me il momento del pizzino sui regali.
Sono dunque tenuta dal Natal system a ricordarvi che è possibile regalarmi (in forme parziali e nel rispetto delle libertà reciproche) ad amici, nemiche, parenti, serpenti, partnersss e cugini acquisiti, volendo anche a gente a caso.

🤶Ci sono i libri per grandi e piccol*

🧑‍🎄I corsi & laboratori di scrittura (brevi o più lunghi)

🎅Il coro poetico (per chi è a Torino o dintorni)

E tanti auguri (a voi e famiglia ça va sans dire).

Nei nostri panni, scrittura autobiografica, a Gennaio 2022

Riparte un nuovo ciclo di 3 incontri di laboratorio di scrittura autobiografica, con Nei nostri panni, un progetto ideato e condotto insieme alla amica e psicologa Elena Patris.

 
Ecco qua sotto di cosa tratta e tutte le informazioni per partecipare!
 
NEI NOSTRI PANNI
Workshop on line di scrittura autobiografica a cura di Elena Patris e Alessandra Racca
 
Quali sono i nostri panni? Quanti sono?
Ci piacciono ancora tutti?
Ci vanno ancora bene?
C’è qualcosa che vorremmo cambiare?
C’è qualcosa che teniamo nel cassetto per quando arriverà il suo momento?
 
In questo laboratorio di narrazione autobiografica cercheremo di aprire i nostri armadi, intesi come repertori di possibilità, e di dare spazio alle domande: lo faremo attraverso la narrazione, la scrittura individuale e il confronto all’interno del gruppo, in un rapporto circolare tra raccontare e ascoltare storie, in un dialogo con l’altro in cui dare valore alle narrazioni e costruirne di nuove.
La vita che conduciamo, infatti, ci spinge spesso all’azione, talvolta senza lasciarci uno spazio nel quale fare il punto per poter godere appieno di ciò che si fa e si è, maturare decisioni e immaginare possibilità di cambiamento, utili anche e soprattutto in un momento particolare come quello che stiamo vivendo.
 
COSA FAREMO
Gli abiti saranno gli elementi simbolici al centro delle attività di scrittura e relazione proposte e sono stati scelti come strumento anche per il loro essere portatori di quella bellezza e leggerezza che vorremmo avesse il tempo dedicato a ripensare a noi stess*.
A partire da alcuni testi letterari, sperimenteremo la scrittura come innesco creativo per la narrazione di sé e del proprio percorso. Il focus non sarà sulla “bella scrittura”, ma sulla scrittura come strumento di “messa in forma” ed esplorazione di modalità narrative e relazionali. 
Il laboratorio propone a* partecipant* di individuare tre abiti o accessori da tenere accanto a sé durante i tre incontri. Questi indumenti saranno scelti a rappresentare: un abito che si vuole dismettere, un abito che fa sentire bene nei propri panni, un abito che rappresenti la sfera del desiderio, del possibile e del vorrei essere.

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Per ragazzi e ragazze. Un laboratorio (e un ricordo).

Erano gli anni delle occupazioni concordate (che tenerezza) alle superiori. Io stavo scoprendo la poesia che a scuola non trovavo, scrivevo versi sgualfi, brutti e vivissimi e leggevo a caso, autori nei quali mi imbattevo, spulciando la biblioteca di paese, i libri che avevo in casa, comprando seguendo caso e istinto. Ognuno di noi poteva proporre un’attività per gli altr* student* per le ore di occupazione e così lo feci: stavo in una stanzetta con i miei libri di poesia, chi voleva poteva entrare e leggevamo insieme, poesie che avevo scelto in quei libri. Qualcun* venne, non ricordo null’altro, solo il groppo in gola per quella proposta, per quello spazio vuoto che non sapevo se sarebbe stato riempito, per quell’amore per la parola che mi faceva desiderare la condivisione e bearmi e inciampare nella solitudine.
 
Tenendo per mano quella me di tanti anni fa, ho pensato a questo weekend dedicato a ragazze e ragazzi delle superiori.
Il 9 e 10 ottobre, a Torino, alla Scuola Holden c’è SCRI/VERSI.
 
Tutte le info qui.

Un laboratorio per due

Una delle persone con le quali mi piace di più scherzare, ragionare, parlare è Paolo Agrati, in arte Paolo Agrati. 

Abbiamo deciso che era ora di fare qualcosa insieme e dunque, ecco qui: il 16 e 17 Ottobre siamo on line, insieme, ospiti di Benbow, per un laboratorio di poesia. L’abbiamo intitolato IN&OUT, fuori e dentro i limiti della poesia.

Trovate tutte le informazioni qui.

Ditelo a tutti! Ci vediamo on line 🙂

La mia ansia contiene un festival

Aprile è il mese più crudele, scriveva Eliot, Settembre, molto più prosaicamente per me, è il mese più ansiogeno.

Questo settembre 2021, contiene ansia, sì, ma anche per cose belle. 

Quello che vi racconto qui è anche la realizzazione di un desiderio che è in me da tanto: portare a Torino le finali di poetry slam. Quando abbiamo iniziato a lavorare per realizzare questo progetto, noi Atti impuri e gli amici di Amalgama con i quali stiamo affrontando questa avventura, il Covid ci ha messo lo zampone. Sono seguiti due anni di lavoro, posticipi, tante difficoltà, riprogettazione. 
 
Ora ci siamo, Metronimie c’è. Abbiamo fatto nascere piccolo festival che accoglie, per questa prima edizione, il poetry slam nazionale della Lips, con 21 slammers selezionati in tutta la penisola, 3 semifinali e una finalissima nazionale. Poi talk, un laboratorio, un ospite specialissimo come Roberto Mercadini, una performance, presentazioni di libri… insomma, nei primi progetti c’era di più, abbiamo dovuto ridimensionare durata, proposte, ospiti, ma ci siamo. Il tempo degli occhi negli occhi, dei corpi e della poesia dal vivo, finalmente, è arrivato. Le finali stanno per realizzarsi a Torino, con il loro carico di cose belle.
 
Quindi venite, sosteneteci, partecipate. Il poetry slam è proprio questo: partecipazione!
Si inizia sabato, l’11, da Tomato, alle 19. In collaborazione con Pagina37 e Miraggi, giochiamo a Cosa c’è a pagina 37?, è un’occasione per iniziare ad ascoltare le voci dei performer, vi raccontiamo il programma e stiamo insieme.
 
Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito, tranne dove segnalato, fino ad esaurimento posti e previa registrazione.
Qui trovate il programma generale con tutti i link per prenotarvi agli eventi.
Qui il programma

Corsi nuovi fra settembre e ottobre (uno anche per ragazzi)

Ciao, per chi me lo sta chiedendo, ecco i prossimi corsi e laboratori previsti per inizio autunno. C’è un percorso più lungo e due workshop immersivi, dei quali uno è pensato specificamente per under 18.

Vista la situazione attuale sono tutti on line… confido di poter presto programmare qualcosa in persona personalmente.

Intanto,  questi, li trovate qui.

 

Recentemente c’è stato un fatto di cronaca che mi ha colpita molto. Ho scritto questa poesia pensando a quel fatto, per un progetto del quale presto vi parlerò, dedicato agli ex voto. Intanto lascio qui questa poesia/riflessione.

 

Per grazia non ricevuta

Luglio 2021

Il titolo
Donna anziana violentata per vendetta

Il fatto
La donna (ha 91 anni)
lui (neppure venti)
per vendetta

La divinità non interviene
la cosa succede davvero

E così va guardata,
priva di grazia e cornice

il centro è il corpo della donna

lei è ogni altra

 

Affollamenti. Senza andare a capo.

Le persone ti abitano. Più le ami, più dimorano dentro di te. A volte, questo amoroso abitare diventa una specie di assedio interiore.
Ho una casa affollata, attualmente. Stanno, persone dentro di me, con dimora stabile, molte le amo. Passano, persone, entrate per un saluto, un incrocio e poi. Restate. Nemmeno mi è chiaro l’insieme di sentimenti che provo per alcune, molte, poi, mi mancano nel corpo ed è incredibile il frastuono che può fare l’assenza. Eppure, dentro, si muovono queste persone, fanno i rumori e le voci e il disordine del vivere, fanno il respirare e il litigare, fanno lo spavento e la risata e tutte quelle cose delle persone, movimentando stanze fra passato e futuro.
Nel presente avrei veramente bisogno di riposare, ma non mi riesce di sentirmi da sola stasera e non sentire i rumori. Allora mi metto al centro della casa, persone, ascolto, ascolto: dite.

Violenza di genere. Ci riguarda? Chi riguarda?

 
Sono stata invitata dall’Associazione Mikrà a creare un contributo per la campagna #insiemecontrolaviolenza
 
Ecco dunque un video in cui parlo di violenza di genere, di una poesia, di una cosa che mi è capitata e di altre cose che ci sembrano lontane e invece sono vicine.
 
All’interno di questo progetto è nato lo Sportello antiviolenza Alba contro la violenza di genere.
 
 
 
 

Ti apro un conto corrente

Te lo voglio aprire oggi
come se fosse l’unica cosa da fare,
ti apro qualcosa che corre, pare,
verso il futuro, cerco
di essere quel tipo di genitore,
faccio questo genere di gesto
solido, previdente…
 
Senti, io oggi ti apro un conto corrente,
faccio un’azione duratura, rassicurante
mi tuffo nella burocrazia
ne riemergo con questa cosa, tua,
nominativa,
che poi ci peschi come ti pare
quando sarai in quel tempo laggiù
mobile, guizzante…
 
Adesso ti apro un conto corrente,
faccio una cosa arginante
la faccio oggi che ho paura
per quanto preme, ingrossa ed è
bellezza pura
questa vita tua che scorre
impetuosa, grande.

Due corsi in partenza

Ci sono due corsi in partenza, entrambi on line, entrambi per la Scuola Holden.

Il primo si intitola Oltre la superficie delle cose, parte il 3 Febbraio ed è dedicato alla scrittura in versi: leggiamo, scriviamo, smontiamo, attingiamo a ciò che i poeti dicono della propria scrittura per ragionare sulla nostra.

Il secondo, si intitola Metti la vita in versi (come il titolo di una poesia di Giudici) e parte il 4 Marzo, riguarda sempre la scrittura poetica, ma ha un taglio un pochino più laboratoriale ed è dedicato alla scrittura autobiografica.

Cliccando sui due titoli sopra trovate tuuutte le informazioni e le modalità di iscrizione. 
Felice se le proposte vi piaceranno.

La newsletter

Non so se lo sapete ma mando a scadenza davvero random, la newsletter più incostante della storia del web.
Ci trovate dentro le newssss che mi riguardano, qualche pensiero, una proposta di scrittura e un regaletto.
 
Per riceverla, se ancora non siete iscritt*, basta seguire questo link e le sue semplici iscrizioni:
Poi aggiungete signoradeicalzini@gmail.com alla vostra rubrica, che è meglio. 
 
Mentre sto scrivendo questo post, ne è in arrivo una: precisamente domani, 29 Gennaio 2021, chi la vuole la può acchiappare al volo 🙂

Un libro nuovo!

Ho quarant’anni

Si misurano quarant’anni di madre:
troppi
bene così
sarai stanca
ognuno ha i suoi tempi
il corpo non
avresti dovuto.

Che hai fatto in tutto questo tempo?

Ho raccolto i minuti
ho amato le ore
ho esplorato i secondi
ho riempito il baule
ho scelto le parole
ho atteso l’ora giusta, la nostra
quando è venuto il tempo di dirti:
vieni, figlio, iniziamo a giocare.

I vostri là nei miei molti qua (un nuovo corso per l’autunno)

Si è appena concluso il corso lungo e denso che ho tenuto per la Scuola Holden: 8 sabati di 5 ore on line, con persone di tante regioni diverse. Come sempre un’occasione di imparare, incontrare, condividere passione, conoscenze, dubbi e un bel po’ di umana umanità nonostante la strana distanza/vicinanza dello strumento on line. Ho fatto lezione dalla pianura e dalla montagna, con Olmo che piangeva, rideva, se ne andava a spasso per i fatti suoi. Insomma, fra una lezione e l’altra è passata, come sempre, un po’ di vita.
Ringrazio chi ha fatto questo pezzettino con me e porto nella mia bisaccia di esperienze e incontri nuove voci.
Deposito qua il verso (ne abbiamo scritto uno a testa, per salutarci) che ho scarabocchiato alla fine dell’ultimo incontro. Con tanto di cancellature.
Intanto si affaccia all’orizzonte un nuovo ciclo di incontri: da fine novembre solcherò di nuovo i mari del web con un percorso on line.
Meno impegnativo come carico orario, ma spero ugualmente interessante.
Se siete interessati a imbarcarvi con me trovate tutte le informazioni necessarie qua.

Poesie a voce alta per tutti: coro poetico again!

Lo scorso anno ho dato vita a questo progetto, al quale tengo tanto tanto. Poi il malefico merdissimovirus ha segnato una battuta d’arresto, ma io ho la capa tosta e ci riprovo.

Il Coro poetico riparte!
Dal 6 ottobre il Coro Poetico è ospite, ogni martedì, della Casa del Quartiere Di San Salvario, a Torino.
 
Vuoi partecipare? E’ per tutti!
 
PoetiCo è per adulti e ragazzi (sotto i 12 anni accompagnati da un adulto).
Non occorrono particolari abilità, solo la voglia di sperimentare qualcosa di nuovo e condividere con altri un’esperienza artistica, energetica e densa di parole.
 
Cosa si fa?
 
Far parte del coro poetico significa sperimentare in maniera divertente, con una guida, la
lettura ritmica ed espressiva, ad alta voce, di alcuni testi di poesia, provando, in gruppo,
variazioni di ritmo, tono, velocità, timbro. Insieme lavoreremo alla creazione di un piccolo
repertorio di testi poetici da portare al pubblico.
 
Calendario incontri
6, 13, 20, 27 Ottobre, 3, 10, 17, 24 Novembre, 1, 15 Dicembre 2020
 
Costi
€ 110 Euro + Tessera Arci per chi si iscrive entro il 6 Ottobre.
€ 100 Euro + Tessera Arci per chi si iscrive dopo il 6 Ottobre.
(La tessera Arci è necessaria, se non l’avete potete farla in loco alla prima lezione)
 
Iscrizioni e lezione di prova
 
A causa dell’attuale situazione di emergenza, per poter garantire adeguate condizioni di sicurezza, la partecipazione alle lezioni è limitata a 10 persone. Per assicurarsi il posto, meglio iscriversi!
Non sei sicuro di iscriverti ma vorresti provare?
 
Il 3 Ottobre, alle 17, c’è la prima lezione di prova, gratuita, fino al raggiungimento di 25 posti.
Per ragioni di sicurezza, precauzioni anti-covid, la lezione del 3 va prenotata.
Vi ricordiamo che è obbligatorio l’uso della mascherina e il rispetto del distanziamento sociale
 
Per info, iscrizioni e prenotazioni:
apscantieri@gmail.com
 
Il coro poetico si realizza grazie alla sinergia con APS Cantieri! 

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Puff pant pant

Se mi seguite un po’ sui socialssss, avrete forse capito che questo, per me, – oltre che per la situazione mondiale globale pandemica – è un anno veramente particolare. Qualcuno mi ha scritto: Ehi, ma che fine hai fatto? Il tuo calendario langue…

Cari miei, ecco la situazione: attualmente, mentre scrivo queste poche righe, dorme di là un piccolo tizio di 8 mesi che non vede assolutamente di buon occhio il fatto che io faccia cose diverse dall’occuparmi di lui. Capito? Questi son stati mesi di mammitudine immersiva.

Ma mentre bolle in pentola il grande progetto Asilo, che modificherà un po’ le nostre giornate, le ore che dedico a Olmo (questo il nome del ragazzetto), a me, al mondo, ecco che bollono in pentola anche altre cose: un libro, dei corsi, una mostra, (un trasloco, per non farmi mancare nulla)… pian piano, nei prossimi giorni vi dico tutto.

Voi,  seguitemi intanto sui socialssss, che in questo momento funzionano meglio come cassa di risonanza di questo blog. E forse, un giorno – anzi, più probabilmente, una notte – riuscirò anche a scrivere la bellissima newsletter di inizio anno… (per riceverla, potete iscrivervi qui).

E buon settembre a tutti!

 

Nei nostri panni again

Dopo l’esperienza dei webinar che abbiamo tenuto durante la quarantena, ecco il workshop di scrittura autobiografica Nei nostri panni, ideato e condotto insieme alla amica e psicologa Elena Patris nella sua veste on line.
 
Ecco qua sotto di cosa tratta. Buona lettura!
 

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Le parole difficili

Mi sono imbattuta su Amazon nella recensione che qualcuno ha lasciato sul libro Io, Alice e il buio buio. Ne estrapolo il pezzettino che mi ha colpita: “Si tratta di un regalo per due bimbi di 5 anni. Ho letto la storia e tranne un paio di parole difficili, tutto il resto è facilmente comprensibile”.
Ecco, questa cosa delle parole difficili mi colpisce sempre. Fermo il fatto che è chiaro che una narrazione per bambini deve essere per loro comprensibile (giuro che non sto facendo polemica sulla recensione, anzi, è proprio una riflessione, questa, mia), io vorrei spezzare una lancia a favore delle “parole difficili”. Per me, l’inciampo in parole che non conoscevo, nella lettura, soprattutto da bambina, è stato un mondo di fascinazione. Me lo ricordo molto bene. Essere ammaliata del suono, dalla forma non familiare della parola, rigirarsi il vocabolo nella testa e immaginare i significati possibili. Cercare di desumere il cosa vuol dire dal testo, senza chiedere a nessuno, rotolarmi nell’alone di una parola. A me piaceva da pazzi. E mi piace tuttora
Sono strana io?
Forse.
Però non sapere è il preludio necessario al sapere. Se non si incontrano mai parole difficili, come si fa a farle proprie? Se non si impara (e non si insegna) ad amare la propria non conoscenza come possibilità di scoperta, come si fa a procedere nel conoscere?
Secondo me parole difficili, qua e là, sono pepite d’oro per i bambini e non solo.
Guardo il mio minuscolo figlio, penso a tutte le cose che non sa e pregusto il piacere di accompagnarlo in questa scoperta. Aprire con lui una parola che non conosce e mostrargli cosa c’è dentro: io non vedo l’ora. Gli auguro una vita disseminata di parole difficili. Sbaglio?

Bestiacce e variazione date

Come vi avevo scritto, è in partenza alla Scuola Holden un nuovo percorso di scrittura. Ma la diffusione del kattivissimo Coronavirus (rompiballe e appiccicoso) ci impone prudenza, quindi la data di inizio del corso è spostata e il calendario variato rispetto a quanto precedentemente comunicato.

Qui trovate tutte le date nuove nuovissime. 

Sperando che queste bestiacce, nel frattempo, si facciano una vita loro e smettano di interferire con la nostra.

8 Marzo, un workshop a Torino

Ho passato la mia infanzia fra tagli e stoffe e chiacchiere di donne: mia nonna faceva la sarta e il filo del cucito è rimasto nella mia vita, ripreso da mia sorella, creatrice di abiti a sua volta.

Alcune volte all’anno io e le mie amiche ci troviamo per scambiarci abiti che noi non vogliamo mettere più. E’ un momento di festa, vitale, in cui, attraverso lo scambio giocoso, passano pezzi di vita, nuove possibilità di essere, anche attraverso il passaggio di un abito da un corpo a un altro, da una esistenza all’altra.

Infine la scrittura, come generatore di narrazioni differenti, forma che ci consente di dare nuove forme alle nostre vite.

Io e Elena Patris, amica e psicologa, abbiamo intrecciato questi e altri fili per tessere il workshop di scrittura autobiografica che proponiamo, in questa sua terza edizione, a Torino, l’8 marzo.

Qui sotto tutte le informazioni per capire di cosa si tratta e come iscriversi.

NEI NOSTRI PANNI

Quali sono i nostri panni? Quanti sono?
Ci piacciono ancora tutti?
Ci vanno ancora bene?
C’è qualcosa che vorremmo cambiare?
C’è qualcosa che teniamo nel cassetto per quando arriverà il suo
momento?

In questo laboratorio di narrazione autobiografica cercheremo di aprire i nostri armadi, intesi come repertori di possibilità, e di dare spazio alle domande: lo faremo attraverso la narrazione, la scrittura individuale e il confronto all’interno del gruppo, in un rapporto circolare tra raccontare e ascoltare storie, in un dialogo con l’altro in cui dare valore alle narrazioni e costruirne di nuove.

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Nuovo laboratorio! Da marzo alla Scuola Holden

Come ogni anno, da qualche anno, la Scuola Holden accoglie i miei laboratori. Quest’anno inauguriamo una novità, il percorso di scrittura in versi non sarà in orario serale, ma sarà concentrato in 4 weekend intensivi, una volta al mese, da marzo a giugno. Il laboratorio si intitola OLTRE LA SUPERFICIE DELLE COSE e qui sotto vi racconto di che si tratta. Tutte le info per iscriversi, sono qui, cliccate e saprete tutto.

Passaparola 🙂

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Forse vi siete accorti che…

Forse vi sarete accorti che questo blog langue un po’. La vera verità è che è un blog in maternità: il 2 gennaio è nato Olmo, che è attualmente un concentrato di vita di poco più di tre chili, un dado di persona, in divenire. Rileggo in questi giorni, mentre lo guardo e lo conosco, versi che ho scritto durante la gravidanza. Eccone qui qualcuno, una poesia che racconta di quando lo spiavamo di nascosto.

 

Ecografia

Nello schermo si agita
una galassia misteriosa
medici indicano con il dito,
illustrano nomi e masse
che conoscono meglio di me,
sebbene io le contenga tutte.
 
Attraversiamo costellazioni di tessuti e sangue,
avvistiamo buchi neri, cavità, ovaie
sondiamo tutto lo spazio
loro nominano corpuscoli a me invisibili
macchie, che suggeriscono
presenze e significati
questo non darà fastidio
questo si è ingrandito
speriamo che questo si sviluppi in là
e non disturbi il feto.
 
In quello spazio così remoto
appari tu, corpo pulsante
una stella bianca, un chiarore
con forma terrestre, di fagiolo.
Che nome ti avrebbero dato,
gli antichi astronomi,
per questa tua apparenza, vegetale?
 
Qui, dai laboratori terrestri,
ti osserveremo ancora, per mesi
entreremo nella tua orbita,
ti misureremo,
scriveranno in tabelle le tue dimensioni.
Ci saranno schermi e tecnici,
sonde e attrezzature,
scienziati che mi parleranno di te,
con il loro gergo spaziale.
 
Fuori c’è luce, il cielo dopo la pioggia,
cose che conosco
e la voce di tuo padre
che pronuncia il tuo nome.
 
In questo spazio interno,
che continua a pulsare in me e in te
mentre nessuno lo sta a guardare,
io mi raccolgo a immaginare le stelle
mentre tu compi il tuo viaggio di avvicinamento,
terrestre mistero, corpo viscerale.